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Aggiornamenti dal consiglio comunale: intervento in tema di pedonalizzazione

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Proponiamo l’intervento in tema di pedonalizzazione pronunciato dal nostro consigliere Simone Battig nel corso dell’ultimo consiglio comunale, tenutosi il 26 giugno u.s. Riteniamo sia una tappa estremamente significativa nell’attuazione del programma che, perciò, deve essere affiancata a una costante attenzione al contestuale sviluppo turistico della città e all’attività culturale come punto qualificante per dare nuova linfa al cuore del nucleo urbano cittadino, sia rendendolo maggiormente attraente sia incentivando il ripopolamento da parte di nuovi nuclei famigliari.

Intervento del consigliere Simone Battig al consiglio comunale del 26 giugno 2014 in tema di pedonalizzazione del centro storico di Treviso

Noi di Treviso Civica siamo soddisfatti di cominciare a discutere oggi, dopo questa presentazione del sindaco, una scelta che abbiamo sempre ritenuto fondamentale per la nostra amministrazione e per lo sviluppo futuro della città: il processo di pedonalizzazione e riqualificazione dello spazio urbano di Treviso.
Prima di tutto è giusto sottolineare che questa amministrazione e questa maggioranza, dopo troppi anni nel passato di mancanza di coraggio nelle scelte o peggio di indifferenza ai processi di trasformazione della città (una per tutte il caso Appiani) anche su questo tema della pedonalizzazione e di idea complessiva di riqualificazione del centro storico, mettono in campo una quadro di decisioni e possibilità assumendosene la responsabilità.
Ci sono vari aspetti positivi in questo quadro iniziale di pedonalizzazione e riqualificazione:
– L’idea di agire sull’attuale barriera mura/put creando un parco verde urbano che integri più che dividere è un’idea buona, da sviluppare con forza, in maniera innovativa.
– Bene che si pensi ad itinerari verdi per “spostare”, come si è sempre detto, le linee di passeggiata ed aprire anche altre zone del centro alla fruizione, perché una città come la nostra non può essere una strada o una piazza ma deve trovare le misure per far vivere tutto il centro. Quindi bene i due percorsi qui indicati verso il quartiere latino, penso che anche luoghi come Via san Nicolò o altre siano zone caratteristiche della città che possono rinascere a nuova vita, anche commerciale e turistica.
– Sull’individuazione di piazze da riqualificare ci sono già delle buone idee da mettere in campo e sviluppare con l’aiuto di tutti, perché le piazze, tutte le piazze, significano cittadinanza attiva e vita per una città.
– Bene gli itinerari turistici qui accennati, e visto che ci siamo io ne aggiungerei subito un altro visto che ne abbiamo parlato all’ultimo consiglio anche con il consigliere Zanatta: un percorso legato al progetto Treviso Sotterranea che inserito in questo contesto potrebbe dare un quid in più dal punto di vista turistico. Lavoriamoci e inseriamolo subito in questo contesto.
Se un semilavorato da sviluppare quindi c’è, possiamo lavorare osando di più su questo indirizzo e lavoreremo perché il processo sarà lungo, anche al di là delle decisioni che porteremo in approvazione al prossimo consiglio io credo, perché di aggiornare e modulare le scelte ci sarà bisogno anche nel compimento dei vari passaggi una volta posto l’indirizzo.

Credo anche che ci siano almeno 3 punti chiave con cui implementare e limare questo lavoro:

1. Il collegamento di questo progetto alla mobilità complessiva della città e quindi del processo con cui questo impianto che parte dal centro storico deve necessariamente legarsi ai quartieri in una logica di integrazione totale del sistema città. Sulla mobilità integrata c’è la necessita di indicare chiaramente le proposte che dobbiamo fare su futuri parcheggi scambiatori da attivare nella prima cinta urbana, collegandoli al centro. Come sul trasporto pubblico dovremmo agire d’intesa con Mom, anche per pensare ad esempio ad avere autobus elettrici più piccoli che entrino in centro.

2. Azioni approfondite di gestione e sviluppo  riguardo agli attuali residenti e lavoratori del centro per rendere loro una città più vivibile, più fruibile per la loro residenza e il loro lavoro e con servizi adeguati in questa trasformazione, mirando nel contempo a mettere il prima possibile in atto, attraverso il confronto, provvedimenti che possano favorire la nuova residenza in centro città, in particolare dei giovani e delle famiglie, perché solo in questo modo avremo un centro storico che si autoalimenterà e aumenterà la qualità della vita e dei servizi, perché saranno servizi permanenti e non solo dedicati a chi del centro fruisce dall’esterno.

3. La declinazione seria di un processo partecipativo che è già cominciato con assemblee di inquadramento della cornice complessiva ma che dobbiamo perseguire in tutto il lungo processo che porterà alle modifiche della vita quotidiana dei cittadini. Non bastano quindi le assemblee, ma bisognerà continuare a seguire il metodo di un confronto guidato e ragionato con i cittadini, definendo obbiettivi chiari che l’amministrazione sottoporrà di volta in volta al confronto in un orizzonte aperto al contributo, e alla stessa restituzione da parte dell’amministrazione, con decisioni quindi motivate appieno. Questa secondo noi è la partecipazione, che non è mai solamente regime assembleare;  su questo dobbiamo impegnarci di più con gli strumenti adatti utilizzando uniformità di risorse e metodi in ogni processo partecipativo che mettiamo in atto sulla scorta, ad esempio, di ciò che stiamo già facendo, a partire dalle linee guida del delegato alla partecipazione, esemplificate nel lavoro con l’assessore Manfio sulle questioni sociali.
Sulla questione dello spostamento del mercato, ad esempio, su cui nulla è stato ancora deciso, abbiamo il tempo per portare con questo metodo partecipativo, servendoci di strumenti utilizzati da altre amministrazioni come l’OST (Open Space Technology), ad esempio: un modo per consentire all’intera città di decidere insieme se e come il mercato debba modificarsi.

Mi preme poi una sottolineatura. Io credo che sia fondamentale, in particolare visto questo scenario che mettiamo in campo, trovare subito un’operatività sulla questione culturale che cominci a creare un sistema. Abbiamo messo in campo molte iniziative e correttivi ad iniziative esistenti, ma dobbiamo fare un salto qualitativo importante per sostenere anche questo processo di pedonalizzazione e rivitalizzazione. La cultura necessita di un progetto complessivo più ambizioso e strutturato delle singole iniziative perché anche solo la definizione di un calendario unico di ciò che si vuole fare in campo culturale può passare solo attraverso un lavoro comune guidato dalla regia dell’amministrazione. Il fine è fare produzione culturale.

Per concludere penso che, con queste attenzioni ineludibili, dimostreremo di avere le capacità  per offrire una visione sui temi del rilancio, della vivibilità, dell’ambiente, della mobilità, di una città in definitiva più intelligente e migliore da vivere.
Ora, senza paure, confrontiamoci con i cittadini e portiamo anche loro a rendersi protagonisti di questa strada virtuosa che deve cambiare il nostro modo di vivere e intendere la città, che non vogliamo pensare  di lasciare in eredità ai nostri figli, ma che invece dobbiamo pensare di averei n prestito da loro per renderla migliore, a costo di abbandonare idee e azioni che per troppo tempo abbiamo considerato immutabili.

 

TrevisoCivica esprime da sempre un progetto culturale: occorre fin da subito essere operativi con un’operazione complessiva e di lunga durata per la città

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Riportiamo la recente dichiarazione del nostro capogruppo Simone Battig volta a  spronare la Giunta ad assumere appieno quel ruolo di regia nella politica culturale cittadina, condizione quest’ultima imprescindibile per avviare un percorso di rilancio e supporto alle realtà già attive.

Battig (Treviso Civica): la città, uno splendido palcoscenico naturale
“Treviso trovi la sua vocazione”
Treviso e la sua vocazione culturale. Simone Battig, consigliere comunale di Treviso Civica e presidente della commissione Cultura, turismo e bilancio del capoluogo, torna sulla polemica scatenata nei giorni scorsi dagli Alcuni. “Treviso deve ancora trovare la sua identità”, avevano denunciato i fratelli Manfio, fondatori della casa trevigiana di produzione di audiovisivi. “Manca un progetto di sviluppo che possa identificare Treviso. Al momento, invece, siamo di fronte a “un’accozzaglia” di manifestazioni” hanno ribadito. Sulla questione Battig interviene spezzando una lancia a favore di Ca’ Sugana. “Il progetto c’è e noi abbiamo da sempre lavorato su questo insieme a tutta la coalizione e col pieno appoggio del sindaco. Manildo ha sempre avuto presente che una caratterizzazione ci dev’essere: adesso è il momento di passare alla fase operativa per costruire un percorso con gli operatori della cultura”. E, su quella che potrà essere la chiave scelta per rendere Treviso capitale della cultura, Battig lancia una provocazione: “La nostra identità, più che discuterla in maniera astratta, sta proprio nel fatto di avere delle diversità”. C’è chi propone Treviso come capitale dei bambini, chi tifa per il titolo di “città del tiramisù” oppure di urbs picta. Battig suggerisce: “Siamo una città meravigliosa, piena di luoghi che sono un palcoscenico naturale, magari per poter ospitare le arti sceniche. Ora serve progetto operativo. Non si tratta di accettare o non accettare proposte ma dare cornice e motivazioni di realizzazione. Così l’identità verrà fuori naturalmente”. (v.c.)

Treviso Civica sugli incontri dell’assessore Camolei: la volontà degli elettori va rispettata

Undici mesi fa ha vinto il centrosinistra. Nessuna geometria variabile per l’amministrazione: Treviso Civica prende posizione sulle recenti mosse dell’assessore Camolei.

La nostra lista ribadisce la necessità di tenere fede alla compagine risultata vittoriosa dalle elezioni amministrative dello scorso giugno e stigmatizza con fermezza eventuali aperture e interlocuzioni alle forze di opposizione che, come è giusto che sia nel rispetto dei rispettivi ruoli, devono contrastare alla luce del sole l’attività della maggioranza possibilmente in modo costruttivo e attento alle esigenze della collettività. Di seguito il comunicato inviato alla stampa sulla vicenda.

L’assessore Camolei faccia chiarezza a se stesso e ai cittadini che non hanno votato lui, ma la coalizione Treviso Bene Comune.

Le recenti dichiarazioni agli organi di stampa in cui l’assessore Paolo Camolei difende il metodo che lo porta a convocare incontri privati con esponenti dell’opposizione all’amministrazione comunale sono politicamente confuse e avvilenti nei riguardi dei cittadini andati al voto e della maggioranza che sostiene la giunta di Treviso, in cui siede l’assessore.

Per prima cosa lo si è sentito vagheggiare di incontri per riunire “una sorta di fronte dei volenterosi civici” per il superamento di barriere ideologiche e di casacca.
Ma che cosa intende l’assessore con ‘civici’ quando prova a riunire esponenti di vecchi partiti come la Lega o, peggio, di nuovi partiti di centro rappresentati da persone che hanno semplicemente cambiato casacca? Che cosa c’entra questo con movimenti, idee e programmi concreti di civici e liste civiche?

Se l’assessore vuole battere la strada di una forte unione civica, ha nella sua stessa maggioranza ben tre liste civiche (Treviso Civica, Impegno Civile e Per Treviso) con cui discutere e lavorare per un più efficace coordinamento e un nuovo soggetto politico civico unitario. Se invece il suo discorso mira ad un orizzonte nazionale, crediamo sia un’attività di cui ci si debba occupare a tempo pieno, e consigliamo quindi all’assessore di fare una scelta rinunciando al suo impegno locale per uno a livello nazionale, per il quale gli facciamo i migliori auguri.

In secondo luogo lo si è sentito accusare alcune componenti della maggioranza di averlo criticato “perché pensano alle casacche ideologiche, alle poltrone” e non, come lui,” alle cose concrete”.
Ma le cose concrete che il ruolo dell’assessore richiede sono la convocazione di incontri in vista di “nuove aggregazioni di centro”? E per quale scadenza elettorale o fine programmatico?

Sembrerebbe quasi che ad occuparsi non di cose concrete ma di creare “nuove casacche da far indossare a qualcuno per occupare poltrone” sia proprio l’assessore, che si rivolge nella sua ricerca al di fuori della maggioranza consiliare.

L’assessore Camolei ha poi anche accennato ad un paragone politico tra la situazione nazionale e quella locale per giustificare i suoi movimenti politici. Ricordiamo all’assessore che il governo nazionale in carica, costituito per la criticità della situazione, non è passato attraverso il voto degli elettori, mentre il nostro governo locale è stato votato sulla base di un chiaro programma di coalizione sostenuto da partiti e liste – anche se in effetti l’assessore non si è presentato come candidato davanti agli elettori offrendo loro la possibilità di capire i suoi ragionamenti politici.

Questo pressapochismo politico denota una mancanza di rispetto per il programma elettorale che i cittadini hanno votato nemmeno un anno fa, e suscita anche dei dubbi sul tipo di lavoro che l’assessore compie all’interno dell’amministrazione: lavora per il mandato di fiducia che gli è stato conferito da questa maggioranza o per un mandato che vorrebbe autoconferirsi nel futuro della nostra città?
L’unica cosa su cui l’assessore ha le idee chiare è la ricerca dell’allargamento del consenso.

Siamo d’accordo. Siamo tutti, nella maggioranza, alla ricerca di un allargamento del consenso, noi di Treviso Civica per primi in quanto espressione larga di cittadini e non di partiti politici. Ma riteniamo che il consenso vada guadagnato per le cose concrete che questa amministrazione sta facendo e farà nei cinque anni di governo amministrativo, portando a compimento il programma votato dai cittadini, e non per macchinose operazioni di redistribuzione di idee e casacche ideologiche.

Invitiamo quindi l’assessore Camolei a far chiarezza una volta per tutte prima di affrontare altri impegni amministrativi.

Treviso, 16 maggio 2014

Simone Battig  per il gruppo consiliare Treviso Civica.
Maria Buoso per la lista Treviso Civica