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AMMINISTRARE TREVISO: QUAL È LA NOSTRA VISIONE?

IL NOSTRO CONTRIBUTO ALL’AMMINISTRAZIONE DI TREVISO:

OBIETTIVI RAGGIUNTI E AMBIZIONI ANCORA VIVE

piazza santa maria dei battuti

Amministrare Treviso comporta responsabilità, determinazione, studio e visione.

Qual è la nostra visione nell’amministrare? Riportare il Comune al centro, ad essere protagonista e non più mero spettatore delle scelte che altri soggetti operano in città.

Il recupero degli spazi pubblici abbandonati da anni, dai locali presenti sotto il cavalcavia (recupero spesso dimenticato) al recupero dell’ex caserma Piave, alla sistemazione e successiva assegnazione di circa 200 alloggi comunali, alla riqualificazione di alcune piazze cittadine, sono solo alcuni esempi del nuovo corso che l’amministrazione ha avviato da circa quattro anni.

La stessa decisione di riprendere in mano l’amministrazione degli immobili comunali, affidandola ad un soggetto diverso da quello che li aveva gestiti in precedenza, è la dimostrazione più evidente della voglia di tornare “in cabina di regia”, e ciò in aperta discontinuità con le amministrazioni precedenti, più inclini al far amministrare ad altri che al gestire in prima persona.
La storia dell’affidamento ad un soggetto privato della gestione del teatro comunale insegna.
Ciò naturalmente non per un velleitario protagonismo fine a se stesso, ma per rispondere nella misura migliore alle richieste dei cittadini ed ai loro bisogni.

Amministrare con responsabilità significa anche sviluppare una forza attrattiva nei confronti sia degli altri enti locali che di tutte le associazioni che operano sul territorio, con razionalizzazione di costi e risparmi di energie.
La collaborazione con Fondazione Benetton per la progettazione dell’area “Prato della Fiera”, la stazione unica appaltante per l’acquisto di forniture, voluta da questa amministrazione e sorta grazie al lavoro degli uffici comunali, ne sono una dimostrazione lampante.

Amministrare con determinazione implica la consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie capacità.
L’ottima riuscita dell’Adunata nazionale degli Alpini così come l’impegno profuso per riportare a Treviso una grande mostra, che è risultata essere la più visitata a livello nazionale in termini di spettatori, sono altri esempi della capacità organizzativa che questa amministrazione ha messo in campo.

Amministrare con visione vuol dire anche progettare una città che guarda al futuro ed alle nuove generazioni, cercando di dare loro un ambiente migliore di quello che abbiamo noi.
Per questo motivo il Comune ha provveduto a stanziare in bilancio ben €100.000,00 per le piantumazioni di nuovi alberi, già avviate quest’anno. È stato inoltre predisposto il regolamento per la gestione del verde sia pubblico che privato, che mancava nel nostro Comune.

Certo vi sono ancora tante cose da realizzare ma è forte la consapevolezza di essere in grado di portare a termine il mandato conferitoci dagli elettori che, non dimentichiamolo, è stato un mandato per far compiere a Treviso una svolta significativa.
La città è cresciuta sia nella consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie aspirazioni sia in termini di cittadinanza attiva, dal controllo di vicinato alla condivisione dei vari momenti di democrazia partecipata che l’amministrazione ha messo in campo. Perché Treviso is open!

Simone Battig: Produciamo cultura a Treviso

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Per fare cultura mettiamo in campo cornice di percorso, programmazione di lungo periodo, operatività immediata tra associazioni con la regia del comune. Le risorse economiche le troveremo e le aumenteremo solo in questo modo. La convenzione con gli Alcuni non è il problema economico della cultura a Treviso, anzi,  partiamo da ciò che abbiamo, da tutte le realtà che da anni lavorano per la cultura di questa città e usiamolo per essere ambiziosi, per dare dignità e futuro a tutti coloro che lavorano in campo culturale.
Nessuno abbia più scuse per non fare.

Battig: «Teatro di Treviso culla del contemporaneo»
(Intervista pubblicata su Il Gazzettino di Treviso – 29/06/2014)
Treviso culla del contemporaneo, da declinare attraverso le arti sceniche, musicali e visive. È tempo di ripensare il ruolo del teatro in città, Simone Battig ne è convinto. Se la precedente amministrazione aveva “appaltato” la cultura ai privati, l’attuale è decisa ad appropriarsi di un ruolo attivo, cominciando proprio dal teatro – e non solo dal Del Monaco – mai come ora in cerca di nuova identità. Il presidente della Comissione cultura e finanza del comune di Treviso, ha le idee chiare: «Bisogna passare ai tavoli operativi, e al più presto – avverte il consigliere della Lista Treviso Civica, – lavorando su un progetto ambizioso che veda la collaborazione di tutti. La città stessa dovrebbe diventare un palcoscenico naturale. I contenuti ci sono già, questo è un territorio ricco di grandi professionalità. Ora bisogna indicare un obiettivo chiaro».
E quale sarebbe?
«Bisogna uscire dalla logica della “divisione della spesa”, e puntare alla produzione. Magari partendo da un evento di qualità, che funga da miccia, e poi avvii tutta una serie di operazioni culturali. Dobbiamo lavorare sul futuro, cercando la collaborazione di tutti».
I soldi mancano sempre, e il budget della cultura di Treviso è in gran parte assorbito dalla convenzione con il Gruppo Alcuni per Villa Margherita.
«Quella è una convenzione fatta dalla precedente amministrazione, che ci è piovuta addosso, ma la coperta resta sempre corta. Il 1 luglio ho convocato gli Alcuni in commissione perché spieghino il loro lavoro a Villa Margherita, proprio come come ho sentito gli organizzatori dell’Home, di Suoni di Marca, di Treviso Comics: bisogna capire che significa portare avanti un progetto che poi ricade sulla città».
Indi? Che ruolo può ritagliarsi il comune visti questi chiari di luna?
«Dobbiamo guardare oltre le Mura, cercare di mirare a fondi europei per progetti che abbiano un certo respiro. Per far questo servono progetti di un certo respiro, partner internazionali… Ovvio che, a questo punto, diventa necessario indicare un obiettivo preciso a chi si vuole entrare in gioco».
Il teatro contemporaneo può diventare questo obiettivo?
«Direi di sì, il contemporaneo è l’ambito ideale in cui poter giocare la nostra sfida. Un contemporaneo che abbracci più arti sceniche, coinvolgendo anche la musica. Treviso potrebbe ritagliarsi una propria identità. La volontà di cambiamento si avverte. Diventa anche necessario lavorare in modo costruttivo ad un calendario annuale, il che aiuterebbe anche il turismo».

Un’abile città: TrevisoCivica aderisce e invita tutti a intervenire sul tema delle barriere architettoniche

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Treviso Civica invita la cittadinanza a intervenire a questo momento di confronto fra cittadinanza e amministrazione sul cruciale tema delle barriere architettoniche.

Si tratta di una sfida di civiltà cui vogliamo dare priorità nell’ottica di rendere davvero la nostra città fruibile e attraente per tutti. Ha dato la sua adesione anche l’assessore alle politiche sociali Liana Manfio.