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Gestione patrimonio immobiliare Treviso

Treviso prima in Italia per la gestione del patrimonio immobiliare

Giovedi 8 febbraio sulla stampa nazionale è apparsa la notizia che la città di Treviso è al primo posto della classifica dei comuni più virtuosi nella gestione del patrimonio pubblico.

La classifica evidenzia che, attraverso una gestione attenta del patrimonio immobiliare comunale, ogni cittadino trevigiano “guadagna” circa 40 euro, somma derivante dagli affitti dei nostri palazzi, uffici ed appartamenti.

La notizia positiva, come spesso accade, non è stata ripresa dalla stampa locale e quindi vale la pena riproporla per sviluppare un ragionamento sulla corretta gestione che un’amministrazione pubblica deve fare dei propri beni.

Il primato nazionale, infatti, non è frutto del caso o della buona sorte, ma è il risultato del lavoro attento svolto sia dalla parte politica, che detta gli indirizzi, sia della parte amministrativa degli uffici comunali che danno esecuzione ai predetti indirizzi.

Da giugno del 2013 l’amministrazione Manildo ha messo in campo una serie di iniziative volte al recupero di immobili dismessi ed abbandonati, provvedendo ad effettuare manifestazioni di interesse pubblico, assegnazioni e quanto altro necessario per allocare beni immobili, ottenendo così un doppio risultato: da una parte dare una risposta alle richieste di spazi da parte di cittadini ed associazioni per lo svolgimento di attività con finalità sociali; dall’altra mettere a reddito i predetti immobili, liberando risorse economiche che non utilizzate per il mantenimento del patrimonio immobiliare, sono state impiegate per soddisfare altri bisogni sociali.

Il primato in classifica premia, dunque, la capacità organizzativa e gestionale di un’amministrazione che già nel primo mandato ha dimostrato che un’oculata gestione del patrimonio pubblico è possibile e realizzabile.

STOP AL PARK VITTORIA: TREVISO CIVICA RILANCIA

IL PARK VITTORIA NON SI FARÀ

ORA DUE SCELTE IMPORTANTI: STAZIONE LA MARCA E EX ENEL

Park vittoria

Un passo in avanti per Treviso, per i commercianti, l’ambiente, per le casse comunali: il Park Vittoria non si farà.

Il parcheggio interrato in Piazza della Vittoria, la grande voragine nel cuore del Centro Storico, è un progetto ufficialmente accantonato, e verrà sostituito da idee più efficaci e decisamente meno invadenti. Possiamo dirci contenti, per ora. Ma si deve fare certamente di più.

Andiamo con ordine:

Il Consiglio Comunale ha deliberato il 30 settembre scorso un nuovo accordo con Parcheggi Italia, la società vincitrice del project financing, che permetterà al Comune di dividere i posti interrati “persi” nel naufragato Park Vittoria tra due nuove destinazioni, ossia il parcheggio Cantarane (in via Pastro, dietro la Biblioteca Comunale) e l’ex Pattinodromo. L’accordo non costerà nulla al Comune: nessuna penale, e intanto la Municipalità potrà continuare a incassare denaro contante dai parcheggi a pagamento in Piazza della Vittoria e da altri 150 stalli limitrofi, che sarebbero dovuti essere soppressi per favorire “l’immediata redditività” di Parcheggi Italiani. A conti fatti, Treviso rischiava di dover chiedere altri 450mila euro lordi in un anno ai trevigiani. Così non sarà.

Ora però sono necessarie almeno altre due importanti scelte in tema di parcheggi, due proposte di Treviso Civica che porterebbero decisivi miglioramenti al traffico e alla fruizione del Centro Storico:

1) convincere la proprietà che l’ex Enel di Porta Carlo Alberto accolga un park per autovetture che arrivano da est;

2) destinare l’attuale stazione de La Marca in Lungosile Antonio Mattei (che verrà trasferita presso la stazione ferroviaria) a un park per servire quello che è il principale accesso alla città.

Per realizzare queste opere occorre continuare sulla medesima linea-guida adottata dai nuovi progetti Cantarane e ex Pattinodromo: il rispetto dell’ambiente prima di tutto,e quindi nessuna alterazione dell’assetto idrogeologico delle aree in cui sorgeranno i nuovi Park (mentre il parcheggio a due piani di Piazza della Vittoria prevedeva interventi gravosi in tal senso). E procedere con l’aumento dei posti auto gratuiti al limitare del Centro Storico, da via Lancieri di Novara e all’ex Foro Boario.

La delibera del 30 settembre, dunque, sia solo l’inizio di un percorso e non la sua conclusione: stiamo andando nella direzione giusta, ma c’è ancora un po’ di strada da fare insieme, per il bene di Treviso, dei cittadini e di chiunque venga a visitare la nostra città.

I segreti sotterranei del Bastione di Santa Sofia

BASTIONE DI SANTA SOFIA

TREVISO SOTTERRANEA RESTITUISCE

UN ALTRO TESORO AI TREVIGIANI

Bastione Santa Sofia

la sala ricavata all’interno del Bastione di Santa Sofia

Sabato 8 ottobre l’associazione Treviso Sotterranea ha restituito a tutti noi un vecchio, dimenticato tesoro della nostra città: il Bastione di Santa Sofia.

Ancora una volta, hanno risposto in tantissimi all’invito di Treviso Sotterranea: tutto esaurito per i 5 turni di visita, tutti all’avventurosa scoperta delle viscere trevigiane sotto le Mura cittadine, con l’ultimo sito ipogeo ripulito e rimesso a lucido per i visitatori dai tanti encomiabili volontari del gruppo storico-speleologico. «In un anno e mezzo abbiamo portato circa 3 mila persone. Non riusciamo a star dietro a tutte le richieste», spiega Roberto Stocco, fondatore di Treviso Sottorranea coi sodali Simone Piaser, Massimiliano Zago e Sara Paris. Oggi l’accesso ai sotterranei, per motivi di sicurezza, è consentito solo ai soci dell’associazione; pertanto ai visitatori viene chiesta una piccola quota (10 euro) che prevede l’iscrizione e l’assicurazione.

Grazie alla collaborazione con l’Amministrazione cittadina, dal 2014 ad oggi l’opera di recupero di Treviso Sotterranea sta restituendo valore e considerazione a tanti luoghi sconosciuti e dimenticati. C’è tutta una Treviso che era ignota a tanti trevigiani, ed oggi si scopre, torna alla luce, nel buio dei tanti cunicoli medievali e rinascimentali che scorrono sotto il Centro Storico. Quale migliore modo per celebrare i 500 anni delle nostre splendide Mura cittadine?

Il cammino  che parte dal bastione di Santa Sofia è annesso a un canale che passa sotto le mura, a cui si accede vicino alle chiuse. Va ad aggiungersi al percorso sotterraneo che va da varco Manzoni a porta San Tomaso, l’unico visitabile fino a sabato scorso. All’interno del bastione di Santa Sofia, inoltre, sono ben visibili i sei stanzoni che erano stati ricavati per realizzare il vecchio macello anteguerra. A collegarli un tunnel che segue il corso semicircolare del bastione.

«Stiamo già pensando a una terza fase del progetto», ha detto l’assessore alla cultura Luciano Franchin in occasione dell’inaugurazione del percorso  «per portarvi all’interno mostre e eventi». Alla cerimonia erano presenti anche l’assessore ai lavori pubblici Ofelio Michielan, il Consigliere Daniela Zanussi e il Presidente del Consiglio Comunale Franco Rosi, che ha ricordato come “gli interventi delle associazioni aiutino a rendere ancora più bella una città che non ha un singolo diamante ma un insieme di pietre preziose, che costituiscono una vera e propria corona”. Grazie a Treviso Sotterranea!