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Il metodo Montessori a Treviso

DAL 13 SETTEMBRE LA PRIMA SEZIONE MONTESSORIANA ALLA SCUOLA PRIMARIA BINDONI DI TREVISO

maria montessori

Il Metodo Montessori a Treviso, finalmente, a più di un secolo di distanza dalla sua prima sperimentazione. Il 13 settembre partirà alla Scuola Primaria Bindoni la prima sezione interamente “montessoriana” del nostro territorio comunale. E l’iniziativa, udite udite, arriva ancora una volta dal basso, per iniziativa di genitori e associazioni.

Abbiamo intervistato Ketty Lorenzet, promotrice dell’importante novità didattica:

Ciao Ketty. Come è nato il progetto Montessori a Treviso?

La proposta di portare a Treviso una scuola a metodo Montessori è nata due anni fa dalla volontà di Carolina Albretti e della sottoscritta: eravamo due mamme fiduciose di poter promuovere l’istituzione di sezioni/classi Montessori nella scuola pubblica, alla luce della convenzione tra MIUR e Opera Nazionale Montessori del 2013 (e poi rinnovata nel 2016).
Carolina Albretti, psicologa e psicoterapeuta, era stata Direttrice della Scuola Montessori di Via Milazzo a Milano, quindi formatrice dell’Opera Nazionale Montessori nei corsi ai futuri insegnanti: per noi è diventata il punto di riferimento sulla psicologia dello sviluppo del bambino secondo il metodo Montessori. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Madamadorè onlus Carolina ed io abbiamo organizzato degli incontri per illustrare gli aspetti fondanti il pensiero e l’opera di Maria Montessori, ed abbiamo attivato una raccolta firme per attestare l’esistenza di un interesse verso questo metodo tra i genitori residenti nel Comune di Treviso e nei Comuni limitrofi, che avrebbero iscritto i propri figli alla scuola primaria negli anni seguenti.

Perché il metodo Montessori oggi è più attuale che mai? Perché Treviso ha bisogno di questa offerta educativa?

Alla base del progetto educativo Montessori c’è una grande fiducia nel bambino in tutte le sue fasce di età, la libertà di conoscere e di scoprire, la cura dell’ambiente e dei materiali che gli vengono offerti per alimentare il suo desiderio di sapere e di apprendere in autonomia, costituendo la sua più grande conquista. Negli ultimi anni gli studi delle neuroscienze hanno confermato ciò che Maria Montessori aveva affermato 100 anni fa, sul cervello del bambino e le sue modalità di sviluppo, le connessioni sinaptiche, la mente assorbente. Oggi le ricerche, gli approfondimenti scientifici e le pubblicazioni sul metodo sono più attivi che mai.

La manualità offerta al bambino attraverso i materiali di sviluppo è affascinante, gli esercizi sensoriali e l’attenzione alla manualità fine mi hanno conquistata e dato conferma che fosse, sul lato pedagogico e metodologico, un’offerta di alto livello che in una scuola pubblica permetterebbe a quante più persone possibili di avvicinarsi ad una realtà eccellente ma poco rappresentata. Per questo mi sono dedicata ad instaurare una serie di contatti con l’Opera Nazionale Montessori e gli Enti formatori, alla ricerca di personale docente già formato (riscontrando una carenza di insegnanti nel nostro territorio), promuovendo la realizzazione a Treviso di un corso di formazione “di differenziazione didattica Montessori per insegnanti di scuola primaria” che si sta svolgendo presso l’Istituto Comprensivo 1 Martini.

Chi si è dimostrato interessato al progetto? Come sono andate le iscrizioni?

Abbiamo incontrato la volontà del Dirigente Scolastico dell’IC1 Martini Prof.ssa Milena Valbonesi e l’interesse ad istituire una scuola a metodo Montessori presso la Scuola primaria Bindoni, quindi attivato una collaborazione volontaria per presentare la proposta ad un gruppo di rappresentanti del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituto, successivamente sviluppata negli aspetti burocratici con l’Opera Nazionale Montessori per valutarne la fattibilità, quindi incontrando la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Dott.ssa Barbara Sardella nonché l’Assessore alla Formazione scolastica del Comune di Treviso Dott.ssa Anna Caterina Cabino. Abbiamo partecipato all’Open day della Scuola primaria Bindoni presentando le peculiarità della differenziazione didattica Montessori e l’istituzione di una nuova sezione a metodo ha raccolto la fiducia di numerosi genitori, tanto che 28 famiglie hanno deciso di iscrivere i loro bambini alla nuova classe prima (che sarebbe stato un peccato non poter attivare visto che i bambini residenti in zona erano meno di 10, quindi non sufficienti a formare una classe).

Le iscrizioni sono andate bene ed abbiamo 26 bambini iscritti alla nuova classe prima, constatando che tale domanda rappresenta una esigenza “concreta” di offrire una didattica diversa, una scuola diversa, una attenzione diversa al bambino ed ai suoi tempi di apprendimento e di crescita. Auspichiamo che questo continui anche per i prossimi anni.

Chi saranno i docenti? Come sono stati formati?

Il docente sarà presentato ai genitori degli alunni iscritti alla futura classe prima nel corso di un futuro incontro con la Dirigente dell’IC1 Martini Prof.ssa Valbonesi; è stato formato dall’Opera Nazionale Montessori perché è condizione obbligatoria essere in possesso del titolo di differenziazione didattica Montessori per la scuola primaria.

Come vede questo progetto nel prossimo futuro?

Il progetto iniziato due anni fa si è ulteriormente sviluppato ed ha portato alla costituzione dell’Associazione Montessori Treviso, che si è costituita per sostenere e promuovere il metodo Montessori e la sua applicazione nel nostro territorio, finalizzata ad aprire sezioni a metodo Montessori nelle scuole dell’infanzia e scuole primarie pubbliche. L’Associazione si impegna a programmare e realizzare attività conformi ai fini statutari e alle “linee programmatiche” dall’Opera Nazionale Montessori; a promuovere e organizzare attività di studio, di ricerca, di divulgazione e formazione (conferenze, incontri di studio, convegni, seminari, laboratori, premi, mostre, percorsi formativi) al fine di sensibilizzare genitori, educatori, insegnanti, dirigenti scolastici, ed il pubblico in generale sul metodo Montessori e creare un confronto costruttivo tra diversi metodi educativi, per rispondere adeguatamente ai bisogni attuali ed emergenti. Sarà presentata al pubblico con un convegno che si terrà a Treviso il 4 novembre prossimo e per informazioni è possibile scrivere al seguente indirizzo email: [email protected]

Investire sulla Scuola: una priorità per noi stessi e per i nostri figli

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Una riflessione di Sossio Vitale, candidato per Treviso Civica:

Giorni fa sul Corriere della Sera è apparsa la notizia che al liceo linguistico Rosmini di Grosseto sono giunti dal Ministero dell’Istruzione fondi inferiori rispetto a quelli necessari e richiesti per pagare gli stipendi dei supplenti.

La somma richiesta era di €12000,00 e ne sono giunti €5000,00. Per ovviare alla carenza di fondi l’amministrazione scolastica ha deciso di procedere con il sorteggio.

La notizia è scandalosa e mi fa vergognare.
Mi chiedo che paese è quello in cui un lavoratore, dipendente dello Stato, dopo aver prestato la propria attività, deve confidare nella sorte per avere la sua retribuzione.

L’indignazione aumenta se penso che vengono trattate così delle persone che concorrono a formare i futuri cittadini. Quali motivazioni possono avere gli insegnanti se sono trattati in questa maniera? Quale messaggio ricevono gli studenti? Non è possibile trascurare in questa maniera il mondo della Scuola. Se continuiamo a tagliare i fondi alla Scuola il paese arretra e non vi è speranza per il futuro di questa nazione.

La preoccupazione maggiore mi deriva dal fatto che nessuna eco ha avuto sui mass media la notizia, nè ho sentito interventi di nessun politico sul tema. Occorre riportare al centro del dibattito politico il tema della Scuola, a partire dal Comune.

L’amministrazione comunale, oltre ad avere la competenza per l’edilizia scolastica, ha la possibilità di sostenere con interventi economici la scuola primaria (ex elementari) spesso trascurata, far sedere intorno al tavolo del futuro sindaco i dirigenti scolastici dei vari plessi cittadini, ascoltare le loro esigenze, coordinare gli interventi nel rispetto dell’autonomia scolastica e soprattutto valutare la possibilità di utilizzare i vari istituti quali centri di aggregazione quando non vengono utilizzati per i loro fini istituzionali.

Facciamo in modo che questa possibilità diventi un dovere.
Facciamolo per i nostri figli.
Facciamolo per noi.

Sossio Vitale