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INQUINAMENTO A TREVISO: CAMBIARE STRADA È POSSIBILE

Ogni autunno porta purtroppo l’ormai ordinaria concentrazione di rifiuti gassosi e polveri sottili nell’aria: già da lunedì 30 ottobre, per contrastare l’inquinamento dell’aria a Treviso, entrerà in vigore la consueta ordinanza antismog, con i suoi divieti di circolazione per macchine diesel e benzina di vecchia data (vetture Euro 1 e Euro 2) e i vari limiti sul riscaldamento domestico. Potete trovare il testo dell’Ordinanza nell’Albo Pretorio del Comune.

Ovviamente non sono queste soluzioni strutturali a un problema grave e fisiologico, che causa ogni anno patologie respiratorie e malattie cardiovascolari: è di questi giorni la pubblicazione su Repubblica di un inquietante studio che parla di 90.000 decessi l’anno in Italia riconducibili allo smog, con costi sanitari spropositati.

Va da sé che in questo quadro l’ordinanza del Comune da sola non può bastare, resta un cerotto per fermare un’emorragia. Occorrono piuttosto politiche concertate tra più enti: nel giugno scorso, il Ministero dell’Ambiente ha stipulato con le regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto l’accordo di programma del bacino padano, con lo scopo di ridurre la presenza di PM10 e azoto nell’aria. L’ordinanza dell’Amministrazione Comunale dimostra di aver accolto la direttiva.

Ma si tratta di politiche che non possono essere lasciate all’adesione dei singoli comuni. Se pensiamo che il problema sia la Pianura Padana, occorrono interventi omogenei, anche a costo di un’imposizione dall’alto.

L’AZIONE DI TREVISO CIVICA

Alcuni provvedimenti coraggiosi e radicali sono stati portati avanti da Treviso Civica in questo mandato istituzionale:

  1. la piantumazione di 500 nuovi alberi negli ultimi 2 anni.
  2. Il progetto del Teleriscaldamento, che portiamo avanti e in cui crediamo molto: sarebbe un cambiamento epocale e davvero alla portata, e comporterebbe il miglioramento della salute dei trevigiani, portando in dote anche un bel risparmio in termini di spesa privata e di consumo di energia.

La priorità, però è quella di insegnare ai cittadini ad abbracciare stili di vita salutari e sostenibili, come dichiarato recentemente dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali.  È possibile cambiare mentalità, come ha dimostrato la raccolta differenziata porta a porta a Treviso: accolta quattro anni fa con scetticismo, è ora una prerogativa e un motivo d’orgoglio per i trevigiani, tanto che oggi possono vantarsi di vivere nel capoluogo più riciclone d’Italia.

IN COSA CONSISTE L’ACCORDO

L’ accordo di programma del bacino padano è un regolamento: una lista di provvedimenti, incentivi e di divieti volta a cambiare le abitudini dei cittadini. Quindi accanto allo stop alle auto inquinanti, ecco misure per incoraggiare un’agricoltura a basso impatto ambientale, e tutta una serie di imposizioni a tema biomasse.

Ci sarà dunque un limite massimo alla temperatura domestica e del luogo di lavoro, sarà fatto divieto di riscaldare box, garage, vani scala e rimesse, sarà obbligatorio tenere le porte chiuse in bar, ristoranti e esercizi commerciali. Inoltre, non sarà più possibile installare caldaie a biomassa di classe inferiore alle “3 stelle”: per sostituirle, per il terzo anno consecutivo il Comune di Treviso ha messo in campo una serie di ecoincentivi, a cui è possibile accedere tramite la procedura descritta nell’apposita pagina del sito web del Comune.

OK, MA IN FUTURO?

L’accordo è un buon inizio ma bisogna continuare a camminare. I limiti delle emissioni andranno continuamente aggiornati, bisognerà aumentare i controlli degli impianti domestici e soprattutto favorire le industrie che investono in ricerca e sviluppo per produrre generatori con elevate prestazioni a basso impatto ambientale. Ritorna d’attualità, in questo senso, anche la detassazione sul pellet certificato, per incoraggiarne l’acquisto e l’utilizzo.

Sicuramente, le politiche volte alla pulizia dell’aria saranno per Treviso Civica parte fondamentale del programma con cui ci presenteremo agli elettori nella prossima primavera: il Treviso Civic Lab è un tavolo aperto alla partecipazione, al confronto e alla costruzione del futuro. Anche e soprattutto su questo tema.

LA NOSTRA PROPOSTA: IL TELERISCALDAMENTO

TELERISCALDAMENTO

UNA SOLUZIONE STRUTTURALE PER L’AMBIENTE A TREVISO

teleriscaldamento

Una novità STRUTTURALE per l’ambiente: Treviso Civica propone la realizzazione una rete di teleriscaldamento, alimentata da una centrale termica situata presso la piscina comunale “Natatorium”.

Grazie al teleriscaldamento, un’unica centrale di calore potrà servire diverse utenze dei quartieri di Monigo, San Paolo e Santa Bona, anche situate a distanza di alcuni chilometri dalla centrale. I vantaggi di una tale soluzione sarebbero numerosi:

1) Maggiore efficienza energetica:

  • riduzione delle emissioni di CO₂;
  • maggiore indipendenza energetica;
  • un minore costo dell’approvvigionamento energetico, che evidentemente potrebbe comportare una maggiore possibilità di sviluppo economico.

2) L’utilizzo di un’unica centrale al posto di una moltitudine di piccole caldaie permetterebbe inoltre di ridurre notevolmente le emissioni nocive di ossidi di zolfo, ossidi di azoto e particolato.

3) Possibilità di migliorare l’infrastruttura idrica, banda larga e illuminazione.

Anche il singolo utente ricaverebbe notevoli benefici dal teleriscaldamento:

  • semplicità di connessione alla rete tramite un semplice scambiatore;
  • l’assenza di una caldaia installata all’interno della propria abitazione comporta maggiore sicurezza e minori costi di gestione e manutenzione;
  • viene anche eliminata la necessità del cosiddetto “terzo responsabile”;
  • si paga esclusivamente ciò che si consuma realmente;
  • nessun costo aggiuntivo per adeguare l’impianto;
  • possibilità di conversione o realizzazione di superfici calpestabili recuperate dall’eliminazione delle canne fumarie.

La rete di teleriscaldamento può essere realizzata in più fasi, a partire dalle tre strutture scolastiche presenti lungo viale Europa: il liceo scientifico “Da Vinci”, l’istituto tecnico per geometri “A. Palladio” e l’istituto tecnico turistico “G. Mazzotti”. Il risparmio complessivo stimato sarebbe di oltre 5390 Mwh di energia primaria l’anno (pari a circa 460 tonnellate di petrolio) e di oltre 1000 t di CO₂ l’anno. Per le singole abitazioni la riduzione dei costi sarebbe pari all’8%, mentre per utenti pubblici, case di cura e i condomini il risparmio può arrivare al 10%.

COS’È IL TELERISCALDAMENTO
Il teleriscaldamento è un sistema di riscaldamento a distanza, che permette di servire un quartiere o una città utilizzando il calore prodotto da una centrale termica, da un impianto di cogenerazione o da una sorgente geotermica. In un sistema di teleriscaldamento il calore viene distribuito agli edifici limitrofi tramite una rete di tubazioni in cui fluiscono l’acqua calda o il vapore.
Il teleriscaldamento è una soluzione alternativa, rispettosa dell’ambiente, sicura ed economica per la produzione di acqua igienico-sanitaria e il riscaldamento degli edifici residenziali, terziari e commerciali.
È indubbiamente utile un intervento di pianificazione regionale o provinciale che dia chiare indicazioni ai Comuni su come comportarsi rispetto all’opzione di pianificare urbanisticamente reti di teleriscaldamento.

A seguire, la rassegna stampa del nostro progetto: Continua a leggere

ALLARME POLVERI SOTTILI A TREVISO

TREVISO CIVICA SPINGE PER SOLUZIONI IMMEDIATE:

OPERE PUBBLICHE VERDI E NUOVI STILI DI VITA

Allarme inquinamento Treviso

Apprendiamo con preoccupazione i dati che gli enti di controllo continuano a diffondere relativamente ai sistematici sforamenti di polveri sottili a Treviso (PM10). Sappiamo bene come la problematica sia legata strettamente alla morfologia del nostro territorio: una pianura poco ventilata che non consente una naturale dispersione degli inquinanti, ma li concentra ad altezza d’uomo. È necessaria quindi una politica intelligente che inverta (o almeno contenga) tale tendenza, limitandone l’impatto sulle persone.

“Siamo convinti che questa allerta si possa limitare percorrendo due strade: dobbiamo realizzare opere pubbliche verdi, che facilitino la mobilità in bicicletta ed il corretto mantenimento di aree verdi pubbliche, e accompagnare questa strategia con un nuovo stile di vita sostenibile da parte dei singoli cittadini e della comunità. Le opere vanno realizzate rapidamente dall’Amministrazione e poi utilizzate dai cittadini: il beneficio è innanzi tutto per la salute individuale, ma avrà ripercussioni positive anche in campo ambientale ed economico. Per questo motivo è importante mettere a bilancio risorse per realizzare, già nel 2017, nuove piste a Santa Bona” dichiarano i consiglieri comunali di Treviso Civica Franco Rosi e Sossio Vitale.

L’Amministrazione Comunale, anche sotto l’impulso di Treviso Civica, ha già intrapreso questo percorso, realizzando una serie di piste ciclopedonali negli ultimi due anni: Viale Europa, Via dei Mille, Via Bernardi, Via Massari, Via Roma, Via Cisole, Viale Montegrappa.
“Ora auspichiamo una celere realizzazione della pista ciclabile lungo Via Santa Bona Vecchia, che consenta di mettere in sicurezza gli spostamenti di studenti, lavoratori ed anziani che risiedono nel quartiere o vi transitano” aggiunge Dario Brollo “Il progetto è in fase di definizione e la nostra lista è in prima linea per il supporto alla realizzazione di quest’opera e di tutte le ciclopedonali che vengano segnalate come urgenti direttamente dai cittadini, da associazioni e comitati di quartiere, a partire da quella che può facilitare gli spostamenti verso il Centro dei residenti dell’area Chiesa Votiva-Sant’Antonino”.

Treviso Civica, infatti, da sempre spinge l’Amministrazione ad attivare concretamente e responsabilmente percorsi in cui i cittadini siano protagonisti di una co-progettazione, così da valorizzare lo sguardo vigile di chi ogni giorno percorre e vive lungo una strada.