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Commissione “Scuola Aperta” – progetto di sperimentazione

Premessa

Nel territorio del Comune di Treviso si rilevano ormai da anni situazione di disagio socio-economico e culturale in fasce deboli della popolazione, sia in età scolastica che in età adulta.

A questo proposito si è sviluppata gradualmente l’idea che una scuola “aperta” ai bisogni di queste fasce possa trovare risposte molteplici sia sul piano culturale in senso lato sia per sopperire a lacune linguistiche rilevanti.

Sono state individuate due fasce principali di portatori d’interesse:
1. i bambini e i ragazzi di età compresa tra i sette e i quattordici anni che necessitano di percorsi formativi e aggregativi strutturati più ampi, per prevenire devianze di vario genere;
2. le madri extracomunitarie che necessitano di corsi di L2 (lingua italiana).

1) BAMBINI E RAGAZZI

In orario extrascolastico, all’interno degli edifici scolastici gestiti dal Comune, si propone per i ragazzi la realizzazione di attività laboratoriali (scientifiche, teatrali, linguistiche….) mirate all’acquisizione della lingua italiana, all’arricchimento lessicale, alla conoscenza dei luoghi in cui vivono come educazione alla cittadinanza, all’integrazione nell’interazione in gruppi aperti per età e per provenienza.

Questa tipologia di attività, fortemente penalizzata nei curricoli scolastici post-riforma, rappresenta invece, soprattutto per i ragazzi con difficoltà di apprendimento e/o comportamento, una chiave per potenziare l’autostima e la motivazione alla conoscenza, poiché favorisce lo scambio di competenze anche non strettamente scolastiche e forme di tutoraggio all’interno di piccoli gruppi eterogenei.

2) MADRI EXTRACOMUNITARIE

Considerando che un efficace rapporto madre/figlio condiziona il successo scolastico, appare necessario fornire alle madri straniere un percorso adeguato di padronanza degli strumenti linguistici/culturali.
Quindi si propone un laboratorio trimestrale e ciclico che preveda l’apprendimento e/o il consolidamento della lingua italiana anche attraverso attività che valorizzino il vissuto personale delle diverse culture di appartenenza (es. laboratorio di cucina ).
L’arricchimento lessicale per le donne straniere rappresenta l’unica possibilità per spostarsi nel territorio e accedere in modo autonomo e consapevole ai servizi del Comune, dell’ASL, delle associazione del Volontariato locale ect.

RISORSE

1. In una prima fase è prevista una ricognizione delle risorse umane e professionali con competenze specifiche rispetto alle attività previste. (da ricercare nell’albo appositamente istituito da Comune)
Si precisa che le persone coinvolte nel progetto lavoreranno a titolo gratuito, in quanto i portatori di interesse fruiranno delle attività proposte senza oneri, essendo nella gran parte dei casi appartenenti a fasce sociali disagiate.

2. Successivamente, individuati gli spazi (si propone la Scuola Media “Mantegna”), i tempi e le modalità di attuazione del Progetto, verranno preventivati i materiali necessari alla realizzazione dei laboratori dai responsabili degli stessi.

3. Infine il Comune di Treviso si farà carico delle spese dei materiali e della gestione complessiva degli spazi utilizzati (riscaldamento, illuminazione, pulizia, assicurazioni….).

Treviso Civica
Gruppo Scuola
Maria Pia Davanzo, Beatrice Fiore, Rosanna Picca