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PALAZZO DEI TRECENTO HA APERTO AI TURISTI

SUBITO UN BUON SUCCESSO

PER L’INIZIATIVA PROMOSSA DAL NOSTRO FRANCO ROSI

Palazzo dei Trecento

La Sala Consiliare di Palazzo dei Trecento a Treviso

La proposta di Treviso Civica e del nostro Presidente del Consiglio Franco Rosi si è concretizzata: Palazzo dei Trecento è da questo fine settimana una nuova attrazione turistica di Treviso.

Così il più importante edificio civile della Treviso medievale svestirà finalmente la sua apparenza di palazzo del potere, maestoso e impenetrabile, da ammirare solo dall’esterno, rivelando invece a cittadini e turisti tutta la bellezza delle sue sale e delle opere in esse contenute. In questa prima fase sperimentale, Palazzo dei Trecento sarà visitabile ogni sabato e domenica dalle 14.30 alle 18fino a fine marzo. Il biglietto intero costa 5 euro e si applica a tutti i maggiorenni residenti fuori dai territorio comunale, mentre la visita è gratuita per minorenni, trevigiani DOC, disabili e loro accompagnatori, docenti e ricercatori. Inoltre, è previsto un biglietto a tariffa ridotta (3 €) per comitive, over 65 e studenti universitari. Il pacchetto Musei Civici + Palazzo dei Trecento costerà invece 8 € complessivi.

Nel primo weekend di sperimentazione, senza pubblicità né promozione. già un centinaio di turisti hanno approfittato della nuova offerta culturale: «È stato un buon test, sono soddisfatto» dice Franco Rosi, «ora puntiamo a crescere e migliorare. È solo l’inizio, una prima fase di assestamento, gestita anche grazie al personale di appoggio ai musei. Palazzo dei Trecento è il simbolo di Treviso, tutti lo vedono ma pochi lo conoscono davvero: e invece testimonia i grandi fasti della Città nell’epoca comunale». Presto l’offerta si arricchirà con libretti informativi in quattro lingue e mostre a tema di sicuro interesse. Intanto, le scolaresche che lo richiedano possono già accedere gratuitamente a dei veri e propri consigli comunali simulati, condotti proprio dal nostro Franco Rosi, per meglio comprendere “dal vivo” il funzionamento delle istituzioni cittadine. La prima lezione di Educazione Civica Live si è svolta lo scorso lunedì, davanti a una classe dell’Istituto Canossiano di Treviso.

Il palazzo venne costruito intorno al 1217 e porta il nome dei “Trecento” perché ospitava il Maggior Consiglio, formato appunto da trecento cittadini, per metà appartenenti al ceto nobiliare e per metà a quello del popolo. Il salone è alto 12 metri, le sue pareti sono decorate con gli stemmi degli antichi podestà e con magnifici affreschi di varie epoche in quella inferiore. Squarciato nel tragico bombardamento aereo del 7 aprile 1944, il Palazzo vide la sua miracolosa rinascita grazie ad una formidabile operazione di raddrizzamento e restauro, ingegneristicamente inedita, tanto da divenire il simbolo della resurrezione stessa di tutta Treviso.

Prima dell’apertura al pubblico, è stato risolto anche l’ultimo nodo, quello legato all’accesso dei visitatori disabili: le carrozzine potranno infatti raggiungere le sale di Palazzo dei Trecento direttamente dalla Prefettura, che ha messo a disposizione ascensori e bagni opportunamente attrezzati.

I segreti sotterranei del Bastione di Santa Sofia

BASTIONE DI SANTA SOFIA

TREVISO SOTTERRANEA RESTITUISCE

UN ALTRO TESORO AI TREVIGIANI

Bastione Santa Sofia

la sala ricavata all’interno del Bastione di Santa Sofia

Sabato 8 ottobre l’associazione Treviso Sotterranea ha restituito a tutti noi un vecchio, dimenticato tesoro della nostra città: il Bastione di Santa Sofia.

Ancora una volta, hanno risposto in tantissimi all’invito di Treviso Sotterranea: tutto esaurito per i 5 turni di visita, tutti all’avventurosa scoperta delle viscere trevigiane sotto le Mura cittadine, con l’ultimo sito ipogeo ripulito e rimesso a lucido per i visitatori dai tanti encomiabili volontari del gruppo storico-speleologico. «In un anno e mezzo abbiamo portato circa 3 mila persone. Non riusciamo a star dietro a tutte le richieste», spiega Roberto Stocco, fondatore di Treviso Sottorranea coi sodali Simone Piaser, Massimiliano Zago e Sara Paris. Oggi l’accesso ai sotterranei, per motivi di sicurezza, è consentito solo ai soci dell’associazione; pertanto ai visitatori viene chiesta una piccola quota (10 euro) che prevede l’iscrizione e l’assicurazione.

Grazie alla collaborazione con l’Amministrazione cittadina, dal 2014 ad oggi l’opera di recupero di Treviso Sotterranea sta restituendo valore e considerazione a tanti luoghi sconosciuti e dimenticati. C’è tutta una Treviso che era ignota a tanti trevigiani, ed oggi si scopre, torna alla luce, nel buio dei tanti cunicoli medievali e rinascimentali che scorrono sotto il Centro Storico. Quale migliore modo per celebrare i 500 anni delle nostre splendide Mura cittadine?

Il cammino  che parte dal bastione di Santa Sofia è annesso a un canale che passa sotto le mura, a cui si accede vicino alle chiuse. Va ad aggiungersi al percorso sotterraneo che va da varco Manzoni a porta San Tomaso, l’unico visitabile fino a sabato scorso. All’interno del bastione di Santa Sofia, inoltre, sono ben visibili i sei stanzoni che erano stati ricavati per realizzare il vecchio macello anteguerra. A collegarli un tunnel che segue il corso semicircolare del bastione.

«Stiamo già pensando a una terza fase del progetto», ha detto l’assessore alla cultura Luciano Franchin in occasione dell’inaugurazione del percorso  «per portarvi all’interno mostre e eventi». Alla cerimonia erano presenti anche l’assessore ai lavori pubblici Ofelio Michielan, il Consigliere Daniela Zanussi e il Presidente del Consiglio Comunale Franco Rosi, che ha ricordato come “gli interventi delle associazioni aiutino a rendere ancora più bella una città che non ha un singolo diamante ma un insieme di pietre preziose, che costituiscono una vera e propria corona”. Grazie a Treviso Sotterranea!

NON DI SOLO CENTRO VIVE TREVISO – CAPITOLO I

Partiamo dal Centro Storico

Pedonalizzazione del Centro

Un vecchio pallino di Treviso Civica è portare la nostra città ad essere realmente viva in ogni sua parte: una Treviso unita, che abbracci tutti i suoi quartieri, con tutte le strade illuminate e sicure, e una vitalità sociale capace di contagiare ogni angolo del territorio comunale.

A questo pallino non abbiamo rinunciato. Ci lavoriamo da tre anni, il percorso è articolato ma vogliamo mantenere le promesse, anche grazie a voi. Coinvolgendovi tutti.

Perché stiamo parlando dei nostri spazi, delle nostre aree verdi, delle nostre piazze di quartiere, delle passeggiate quotidiane, del nostro vivere di ogni giorno. Riguarda tutti noi, e ciascuno di voi può essere una grande risorsa per il proprio angolo di mondo.

Riprendiamo questo nostro “dialogo in rete” parlando prima di tutto dal Centro Storico. Perché è lo spazio in comune tra i cittadini, appartiene a tutti e non solo ai residenti. Nelle prossime puntate parleremo di Canizzano, Sant’Angelo, Sant’Antonino, San Lazzaro, San Giuseppe, Monigo, San Liberale, San Paolo, Santa Bona, San Pelajo, San Zeno, Santa Maria del Rovere, di Selvana e di Fiera. Non dimenticheremo nessuno.

Ma ora facciamo il punto sul Centro Storico: qualcosa si è fatto, tanto c’è ancora da fare. Innanzi tutto noi alla pedonalizzazione ci crediamo, eccome. AVANTI CON LA PEDONALIZZAZIONE! Se gli esercizi commerciali del Centro Storico vogliono competere con i grandi poli commerciali in Provincia, bisogna portare avanti questa metamorfosi, continuando sia ad attrarre i marchi più prestigiosi nel centro cittadino (in grado di convogliare le grandi masse e di portare così benefici anche agli attuali negozi, che con i grandi store devono vivere in simbiosi, arricchendosi reciprocamente), sia a moltiplicare le offerte culturali, le occasioni di incontro, di convivialità, riscoprendo e valorizzando gli incantevoli luoghi della nostra città.

Treviso dev’essere sempre più bella da vivere. Treviso deve piacerci da morire.

La pedonalizzazione in questo senso è essenziale e strategica: però l’opera è ben lontana dal dirsi completata. Qui bisogna risolvere qualche questione cruciale, rimasta in sospeso:

  1. È necessario ripopolare il Centro Storico: più residenti portano maggiore socialità, infondono vita con le loro abitudini quotidiane, escono di casa e fanno acquisti nelle botteghe di fiducia. Si affezionano ai propri luoghi, e i primi a guadagnarci sono proprio i commercianti.
  2. Occorre che i parcheggi siano MOLTO più prossimi al Centro, facilmente fruibili, sempre disponibili e che non creino alcuna ambascia agli automobilisti: il che significa spostamenti facili per entrare nelle Mura, e zero strade da attraversare.
  3. Bisogna avere maggiore cura dell’arredo urbano, mascherare i cassonetti, inventare bellezza ovunque.
  4. Un’idea: autobus più frequenti, più piccoli, elettrici. Vere navicelle in grado di trasportare i cittadini da un lato all’altro del Centro, o di riportarli ai rispettivi quartieri, in pochi minuti, senza eccessivi affollamenti.

Piccoli grandi spunti. Vi teniamo aggiornati. Ma siamo una civica, e la civica è di tutti: se avete da segnalarci idee o problemi, contattateci su Facebook, o mandateci una mail all’indirizzo [email protected]

A presto.