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regolamento del verde

PROMESSA MANTENUTA: ARRIVA IL REGOLAMENTO DEL VERDE

Lo scorso 24 gennaio il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento del Verde. Non chiamiamolo nuovo, perché a Treviso non è mai esistito e solo oggi, sotto la proposta e la spinta propulsiva di Treviso Civicaun grazie enorme a Daniele Vaccari! – è stato raggiunto un obiettivo irrinunciabile per una Treviso a misura d’uomo e rispettosa dell’ambiente.

Si tratta di una “carta dei diritti del verde” con la quale il Comune e i cittadini potranno tutelare anche in futuro parchi, alberi e giardini, sia pubblici che privati. Treviso Civica ha promosso questa normativa fin dalla campagna elettorale del 2013, perciò oggi siamo felici ed orgogliosi di aver mantenuto un’altra promessa fatta a chi aveva puntato su di noi.

TREVISO CITTÀ TRA LE ACQUE….ED IL VERDE

Un connubio forte, di grande visibilità e di impatto turistico.

Provate a chiedere a chi scopre Treviso per la prima volta di descriverla con gli occhi chiusi: parlerà dei nostri fiumi, delle nostre passeggiate nella natura, della nostra ricchezza paesaggistica. Ecco, il Regolamento del Verde è costituito di alcune regole semplici e di buonsenso, pensate per garantire anche alla Treviso che verrà il ricco e bellissimo patrimonio storico-ambientale di cui oggi gode.

Si gettano, soprattutto, le basi per un pensare nuovo, per una sensibilità ambientale che ha sempre caratterizzato il nostro territorio e che, purtroppo, anni di amministrazione leghista avevano fatto dimenticare.

Tecnicamente, con questo documento sono state finalmente regolamentate le nuove piantumazioni, l’abbattimento di fusti malati, le potature, ci sono norme per riconoscere e salvaguardare le piante monumentali, le siepi campestri e le macchie arbustive, e vengono dettati provvedimenti atti ad evitare che pericolosi parassiti creino danni irreparabili al verde cittadino. Infine, c’è da oggi un processo univoco e chiaro per progettare nuove aree verdi pubbliche e gli orti urbani.

LE SOLITE POLEMICHE

Purtroppo la votazione sul Regolamento del Verde è arrivata a ridosso della prossima campagna elettorale, con l’effetto di trasformare il Consiglio Comunale in un’imperdibile opportunità per mettersi in mostra alzando la voce: vecchi e nuovi avversari hanno ostacolato il provvedimento definendolo “un regolamento vessatorio per i cittadini”.

Ma l’humus di questo provvedimento non sono i divieti o le sanzioni, come alcuni vorrebbero far credere, ma l’amore per il territorio, un’affettività per l’ambiente in cui viviamo oggi e che abbiamo l’obbligo di lasciare migliore ai nostri figli.

Se lette con attenzione, le norme sono chiare e per nulla vessatorie: solo le piante di particolare pregio e con caratteristiche ben descritte sono oggetto di tutela e vincoli, senza però violare alcuno dei diritti essenziali dei cittadini.

Chi afferma il contrario non è in buona fede, oppure sta mascherando i motivi per cui, quando ha amministrato Treviso prima di noi, non ha mai pensato ad un provvedimento salvifico per l’ambiente e i cittadini come il Regolamento del Verde.

BUROCRATI A CHI?

Tra i più agguerriti oppositori del Regolamento del Verde c’era il consigliere Acampora di Fratelli d’Italia. “Parlano tanto contro la burocrazia ma poi creano un testo iper burocratico. Anche per tagliare un semplice ramo secco da domani servirà la consulenza di un professionista abilitato” tuonava dai suoi comunicati stampa.

Peccato che l’articolo 17 del Regolamento del Verde preveda che la redazione di relazioni tecniche e piani di manutenzione spetti esclusivamente al Comune, quando intende progettare nuove aree verdi pubbliche.

È stato piuttosto il consigliere Gnocchi a proporre in Consiglio Comunale l’estensione di quest’obbligo a tutti i privati, imponendo anche al privato cittadino tutte le onerose scartoffie amministrative.

E qui arriva il bello.

A votare la proposta del consigliere Gnocchi sono stati proprio Acampora e i consiglieri della Lega, smentendosi e contraddicendosi pur di affossare il Regolamento progettato dagli acerrimi nemici dell’Amministrazione Pubblica. Per fortuna dei cittadini, la proposta è stata respinta.

LEGAMBIENTE È CON NOI

A conferma che il Regolamento del Verde sia un ottimo testo, sono arrivate le parole di Legambiente, che lo ha definito

“un atto concreto in direzione del miglioramento della qualità del vivere e della salvaguardia dell’ecosistema urbano della città, anche individuando la possibilità e modalità di gestione pubblica del verde e istituendo gli orti urbani”.

Legambiente sottolinea anche come il documento sia ancora perfettibile, ma come getti effettivamente le basi per una cultura nuova, per un futuro di vivibilità e di bellezza a Treviso.
In questo modo, verde pubblico e privato verranno armonizzati al raggiungimento di obiettivi importanti: migliorare l’ambiente, la qualità dell’aria che respiriamo, rendere armoniosa e ancor più bella la nostra città, affinché sia una Treviso….Civica.

smog in valpadana

INQUINAMENTO A TREVISO: CAMBIARE STRADA È POSSIBILE

Ogni autunno porta purtroppo l’ormai ordinaria concentrazione di rifiuti gassosi e polveri sottili nell’aria: già da lunedì 30 ottobre, per contrastare l’inquinamento dell’aria a Treviso, entrerà in vigore la consueta ordinanza antismog, con i suoi divieti di circolazione per macchine diesel e benzina di vecchia data (vetture Euro 1 e Euro 2) e i vari limiti sul riscaldamento domestico. Potete trovare il testo dell’Ordinanza nell’Albo Pretorio del Comune.

Ovviamente non sono queste soluzioni strutturali a un problema grave e fisiologico, che causa ogni anno patologie respiratorie e malattie cardiovascolari: è di questi giorni la pubblicazione su Repubblica di un inquietante studio che parla di 90.000 decessi l’anno in Italia riconducibili allo smog, con costi sanitari spropositati.

Va da sé che in questo quadro l’ordinanza del Comune da sola non può bastare, resta un cerotto per fermare un’emorragia. Occorrono piuttosto politiche concertate tra più enti: nel giugno scorso, il Ministero dell’Ambiente ha stipulato con le regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto l’accordo di programma del bacino padano, con lo scopo di ridurre la presenza di PM10 e azoto nell’aria. L’ordinanza dell’Amministrazione Comunale dimostra di aver accolto la direttiva.

Ma si tratta di politiche che non possono essere lasciate all’adesione dei singoli comuni. Se pensiamo che il problema sia la Pianura Padana, occorrono interventi omogenei, anche a costo di un’imposizione dall’alto.

L’AZIONE DI TREVISO CIVICA

Alcuni provvedimenti coraggiosi e radicali sono stati portati avanti da Treviso Civica in questo mandato istituzionale:

  1. la piantumazione di 500 nuovi alberi negli ultimi 2 anni.
  2. Il progetto del Teleriscaldamento, che portiamo avanti e in cui crediamo molto: sarebbe un cambiamento epocale e davvero alla portata, e comporterebbe il miglioramento della salute dei trevigiani, portando in dote anche un bel risparmio in termini di spesa privata e di consumo di energia.

La priorità, però è quella di insegnare ai cittadini ad abbracciare stili di vita salutari e sostenibili, come dichiarato recentemente dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali.  È possibile cambiare mentalità, come ha dimostrato la raccolta differenziata porta a porta a Treviso: accolta quattro anni fa con scetticismo, è ora una prerogativa e un motivo d’orgoglio per i trevigiani, tanto che oggi possono vantarsi di vivere nel capoluogo più riciclone d’Italia.

IN COSA CONSISTE L’ACCORDO

L’ accordo di programma del bacino padano è un regolamento: una lista di provvedimenti, incentivi e di divieti volta a cambiare le abitudini dei cittadini. Quindi accanto allo stop alle auto inquinanti, ecco misure per incoraggiare un’agricoltura a basso impatto ambientale, e tutta una serie di imposizioni a tema biomasse.

Ci sarà dunque un limite massimo alla temperatura domestica e del luogo di lavoro, sarà fatto divieto di riscaldare box, garage, vani scala e rimesse, sarà obbligatorio tenere le porte chiuse in bar, ristoranti e esercizi commerciali. Inoltre, non sarà più possibile installare caldaie a biomassa di classe inferiore alle “3 stelle”: per sostituirle, per il terzo anno consecutivo il Comune di Treviso ha messo in campo una serie di ecoincentivi, a cui è possibile accedere tramite la procedura descritta nell’apposita pagina del sito web del Comune.

OK, MA IN FUTURO?

L’accordo è un buon inizio ma bisogna continuare a camminare. I limiti delle emissioni andranno continuamente aggiornati, bisognerà aumentare i controlli degli impianti domestici e soprattutto favorire le industrie che investono in ricerca e sviluppo per produrre generatori con elevate prestazioni a basso impatto ambientale. Ritorna d’attualità, in questo senso, anche la detassazione sul pellet certificato, per incoraggiarne l’acquisto e l’utilizzo.

Sicuramente, le politiche volte alla pulizia dell’aria saranno per Treviso Civica parte fondamentale del programma con cui ci presenteremo agli elettori nella prossima primavera: il Treviso Civic Lab è un tavolo aperto alla partecipazione, al confronto e alla costruzione del futuro. Anche e soprattutto su questo tema.

Prato della Fiera: lavori in corso

CI SIAMO QUASI:

PRATO DELLA FIERA STA PER RITRASFORMARSI IN UN PRATO

Prato della Fiera

I volontari delle associazioni coinvolte progettano i prossimi passi su Prato della Fiera

Immagini di ieri, presso la sede di Italia Nostra: sembra il tabellone di un cervellotico gioco da tavolo, ma chi conosce bene Treviso ha subito riconosciuto la planimetria di Prato della Fiera. E tutti quei piccoli coriandoli verdi sparsi per il Prato non possono che infondere speranza, così come il manto erboso insolitamente posto sopra una scrivania.

Perché Treviso Civica, col Prato della Fiera, non ha mai giocato: fin dalla campagna elettorale del 2013 la rigenerazione “green” del cuore storico del quartiere di Fiera è stata una delle priorità del nostro agire. Un luogo millenario, per secoli ricettacolo di incontri, scambi e socializzazione è da troppo tempo relegato al ruolo di parcheggio per Usl e Ca’ Foncello, o per ospitare le giostre delle Fiere di San Luca, mai troppo amate dai residenti.

Il percorso promosso da Treviso Civica ormai lo conoscete: arruolare esperti di paesaggio e designer di spazi urbani grazie al workshop di Fondazione Benetton Studi e Ricerche, ottenere l’attenzione, il patrocinio e l’impegno dell’Amministrazione, coinvolgere le tante associazioni che operano incessantemente sul territorio (vera grande indispensabile ricchezza umana e civile di questa città), e infine ripristinare un prato al Prato, da restituire innanzi tutto a chi nel Prato della Fiera ci abita, e poi alla cittadinanza tutta.

In poche parole: trasformare un grande parcheggio in una straordinaria risorsa paesaggistica di Treviso, che duri nel tempo e che soddisfi finalmente i cittadini, assecondando la natura stessa del luogo, ciò per cui oltre 1000 anni fa fu creato.

Il cammino è cominciato e non si torna indietro: tanti sforzi e tante energie si stanno muovendo intorno a Prato della Fiera, ma per ora vi anticipiamo solo di tenervi liberi domenica 23 aprile, sabato 27 maggio e venerdì 7 luglio.

Stiamo preparando qualcosa di meravigliosamente importante…