sussidiarietà a treviso

SUSSIDIARIETÀ A TREVISO: I CITTADINI CAMBIANO LA CITTÀ

Negli ultimi anni, la Pubblica Amministrazione si è trovata ad affrontare il desiderio crescente di cittadini singoli e associati di collaborare, di prendersi cura di pezzi di città e di comunità; è successo non solo a Treviso, ma in tutta Italia.

Il discorso parte dalla riforma della Carta Costituzionale del 2001: l’art.118, infatti, introduce il principio di sussidiarietà per il quale i cittadini devono essere messi nelle condizioni, se lo vogliono, di occuparsi di attività di interesse generale, ovvero per il benessere di tutta la popolazione. Così recita l’articolo della Costituzione:

“Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà”.

A partire da ciò, in questi anni molte pubbliche amministrazioni sono state sollecitate a cedere un po’ di potere, a condividerlo, per amministrare diversamente alcune porzioni di città. Gruppi che si prendono a cuore strade, piazze, parchi pubblici, che le animano, le tengono pulite, organizzano iniziative con l’obiettivo di renderle più vivibili, più belle, per custodirle, il tutto in accordo e collaborazione con l’Amministrazione: questo è il modo di vivere la sussidiarietà.

Anche a Treviso i cittadini possono intervenire in prima persona nel cambiamento della città, in modo più semplice e diretto: dal 2016 il Comune ha infatti adottato il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”, con cui è possibile richiedere la collaborazione dell’Amministrazione per prendersi cura o rigenerare quei beni materiali, immateriali e digitali che si reputano funzionali al benessere individuale e collettivo. Si tratta dunque di una condivisione di responsabilità tra ente istituzionale e cittadino, al fine di migliorare la fruizione collettiva di un bene comune.

Per quanto concerne Treviso Civica, ovvio che il primo pensiero vada al Prato della Fiera e alle decine di cittadini che ne hanno animato la rinascita, la riscoperta per valorizzarlo e farlo ritornare un luogo bello per tutta la città, un prato che accoglie e che genera tante possibilità per tutti: da attrazioni ludiche come le Fiere di San Luca, magari con formule nuove tutte da inventare, a iniziative culturali o di semplice svago in un prato che  può semplicemente rimanere vuoto, per godere l’orizzonte. Questo processo avviato da tanti cittadini e associazioni e a cui Treviso Civica ha, da sempre, prestato particolare attenzione, potrà diventare ancor più incisivo se queste realtà vorranno stipulare un patto di collaborazione con il Comune, sperimentando per primi il nuovo regolamento: NON C’È PIÙ UN MINUTO DA PERDERE!

Dario Brollo

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