In tempi di manovre finanziarie che, ideate dai ministri romani, si abbattono sui bilanci degli enti locali, tagliando drasticamente i trasferimenti dallo Stato Centrale agli Enti Locali, i nostri Amministratori comunali invece di razionalizzare le spese e concentrare i fondi sui servizi essenziali alla persona, decidono di finanziare progetti ed opere che spesso appaiono in contrasto con l’infelice momento economico e, di conseguenza, anche con l’interesse collettivo.
Qualche esempio interessante è possibile trovarlo nelle pieghe dei bilanci del comune di Treviso dove saltano agli occhi i 9.621 euro con i quali nel 2009 si è finanziata la “diffusione di un impegnativo volume che riassume i lavori, interventi, manifestazioni ed ogni altra attività attuata nell’ultimo decennio” - leggasi “opere gentiliniane”; oppure i 100.000 euro versati quale contributo della città di Treviso al Comitato organizzatore della candidatura della città di Venezia a sede delle Olimpiadi 2020.
C’è anche una sovvenzione di 5.000 euro per il concorso di bellezza “miss Padania” e si finisce con la finanziaria del 2008 che finanzia ben due milioni di euro all’anno per quindici anni, quale contributo dello Stato per gli oneri derivanti dalla contrazione di mutui che l’Associazione Ciclismo di Marca è stata autorizzata a stipulare per la realizzazione di un velodromo, un impianto sportivo destinato alle corse in bicicletta su pista.
Lascio a chi legge ogni valutazione circa l’opportunità e l’interesse della collettività alla realizzazione di un’opera pubblica che è destinata a rimanere inutilizzata per gran parte del tempo e che certamente non soddisfa i bisogni della prima provincia in Italia come numero di ciclisti che, probabilmente, avrebbero preferito che l’ingente somma (30 milioni di euro) fosse impegnata per costruire piste ciclabili.
Sossio VITALE





In carica...
13 agosto 2010
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