Una nuova vita in verde per Prato della Fiera?

Fondazione Benetton presenta gli esiti dei workshop

del giugno scorso per la riconversione di Prato della Fiera

Prato-della-Fiera

Ci siamo: venerdì 21 ottobre conosceremo i risultati del workshop internazionale sul Prato della Fiera, organizzato dal 13 al 19 giugno scorso da Fondazione Benetton Studi e Ricerche, in collaborazione col Comune di Treviso.

Dalle ore 17:00 alle 19:00, presso la sede di Fondazione Benetton in via Cornarotta a Treviso, il gruppo di lavoro illustrerà “le proposte avanzate, incentrate in particolare sulle nature del luogo, le forme della città e le azioni da intraprendere per un Prato “in fieri”, sede di un processo in divenire che risponde a nuovo desiderio di socialità e a una nuova accezione di vita collettiva“, come si legge nel sito di FBSR. Saranno presenti, accanto ai tutor e ai partecipanti, il sindaco Giovanni Manildo; il direttore della Fondazione Marco Tamaro; Simonetta Zanon, coordinatrice dei workshop di paesaggio; l’architetto paesaggista svizzero Georges Descombes, autore di importanti lavori come il Parco di Lancy, la Voie suisse, il progetto di riqualificazione del fiume Aire a Ginevra; e gli altri docenti: Anna Lambertini, dell’Università di Firenze, e Luigi Latini, Università Iuav di Venezia.

Quello della riqualificazione del Prato della Fiera è stato sempre un punto cardine del programma 2013 di Treviso Civica: in un più ampio progetto di recupero della terra della nostra città, anche per il Prato avevamo ipotizzato alcuni soluzioni intelligenti. Così, la nostra Maria Buoso ha proposto a Fondazione Benetton di accendere un faro su questo luogo di valore, intervenendo poi alla conferenza pubblica che precedette il workshop di giugno.

Ognuno ha un proprio desiderio, sogno, appetito riguardo al Prato: grazie alla sua straordinaria storia e natura di spazio vuoto e insieme di incontro tra il fiume, il quartiere, la città, questo luogo non ha risposte evidenti e immediate da offrire al nostro modo di pensare gli spazi verdi, pubblici della città. […] Se ‘bene comune’ significa qualcosa, allora tutti noi cittadini – la politica, prima di tutti, deve riflettere su ciò di cui è fatto questo nostro bene comune;  quali caratteri, esigenze, funzioni, possibilità abbia; quale sia la cura adeguata e necessaria che sappia custodire Prato della Fiera per le generazioni future“.

E da allora non ha mai smesso di seguire passo per passo gli studi, le proposte, i principi che sottendono ad esse. E fa molto ben sperare, in tal senso, la dichiarazione che rilasciò al termine dei lavori proprio l’architetto Descombes:

dobbiamo adottare il paradigma lavorare con – dove le azioni umane non interferiscono dall’esterno su un qualcosa di inerte, ma partecipano, dall’interno, ai movimenti di un soggetto vivente“.

Il cambiamento sembra essere finalmente iniziato: sarà un processo lungo, perché avrà finalmente i tempi della Natura e non del cemento, ma per scoprire cosa ci riserverà il futuro non resta che ritrovarsi tutti in Fondazione Benetton il prossimo 21 ottobre alle 17:00. Siamo curiosi. E orgogliosi di partecipare ed essere motori del cambiamento di Treviso.

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