PRATO DELLA FIERA RITORNI AD ESSERE “PRATO”

IL PRATO SARÀ UNO SPAZIO

PER OSPITARE FIERE, EVENTI E MANIFESTAZIONI

Prato della Fiera una volta

Foto storica del Prato della Fiera

Se ne sentono molte di idee su Prato della Fiera: giostre sì e giostre no, parcheggio sì e parcheggio no, interrato o in superficie e molto altro ancora.

Treviso Civica, anche attraverso le dichiarazioni della coordinatrice Maria Buoso, afferma molto semplicemente che la soluzione è nel valore originario delle parole:

Ripartiamo dal Prato, elemento millenario di aggregazione per fiere e manifestazioni, centro di un quartiere e punto di riferimento della città”.

Maria Buoso ha parlato così venerdì scorso alla conferenza di presentazione dei progetti del Workshop internazionale sul Prato della Fiera, organizzato da Fondazione Benetton Studi e Ricerche. Il Sindaco Giovanni Manildo, impossibilitato a intervenire in prima persona, ha scelto la coordinatrice di Treviso Civica per portare la voce del Comune, riconoscendo così il suo ruolo cruciale nel processo di riqualificazione urbana del Prà, che ha preso il via grazie soprattutto alla sua iniziativa. L’Auditorium di Fondazione Benetton venerdì scorso era gremito, a testimonianza del grande desiderio di partecipazione civica che anima ogni discorso intorno a Prato della Fiera.

Le idee emerse vertono allora sul recupero dello spazio e la sua rinaturalizzazione, per renderlo nuovamente centro bello della vita e delle attività, non solo per i 15 giorni di giostre, ma per tutto l’anno.
La proposta di Treviso Civica, in linea coi progetti selezionati dal comitato scientifico di Fondazione Benetton, è che il Prato torni prato, verde ed accogliente, utilizzabile da tutti per tutti e 12 i mesi. Le auto, che spesso occupano selvaggiamente il paesaggio attuale, devono trovare allora un’altra sistemazione: ci impegniamo fin d’ora a individuare soluzioni efficaci, ecologiche, funzionali.
Lo spazio riqualificato (autorevoli e non costosi esempi sono stati presentati al workshop) diventerà così un luogo più consono a grandi eventi e fiere continue, e riacquisirà centralità grazie alla piena valorizzazione della bellissima Restera e del nostro meraviglioso Sile, ad oggi orfano di un suo giardino, di un prezioso slargo naturale.

Ora è tempo di ascoltare direttamente gli abitanti del quartiere di Fiera, per valutare insieme alcune proposte che stanno già emergendo, come quella di portare al Prato manifestazioni anche importanti; insieme a chi vive il quartiere, ad esempio, possiamo ripensare le Fiere di San Luca come una vera festa dell’autunno, magari da abbinare a una kermesse cicloturistica lungo il Sile, oppure ai prodotti stagionali del nostro territorio, restituendo così al Prato la sua originale vocazione fieristica.

Il problema di individuare parcheggi alternativi che servano opportunamente tutte le esigenze dell’area (ospedale, scuole, chiesa, residenti…), ribadiamo, è una priorità da affrontare con risolutezza, prima di qualsiasi altro discorso. Ma il nuovo Prà così concepito darà a tutta la Restera una nuova luce, e permetterà a Treviso di valorizzare un gioiello dell’urbanistica italiana, finalmente: un prato, il Prato; prato in fieri, quindi, e buon lavoro a tutti.

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