burocrazia

ECCESSO DI BUROCRAZIA: UN FRENO PER L’AMMINISTRAZIONE DI UNA CITTÀ

GLI OSTACOLI DELLA BUROCRAZIA

Spesso si sente dire da più parti che la burocrazia è nemica delle imprese, dei cittadini e dello sviluppo economico. Non è tutto, aggiungiamo noi: un eccesso di burocrazia impedisce anche alle Amministrazioni pubbliche di svolgere pienamente il lavoro che deriva dal mandato elettorale.

In altre parole: una volta che i candidati eletti entrano nelle istituzioni, si possono trovare a dover affrontare una miriade di ostacoli che impediscono loro di governare.

Si badi bene: nessuno pensa qui ad un’Amministrazione anarchica e ribelle, ostaggio di un populismo umorale, sempre a caccia di autonomie farlocche buone per mezza giornata di proclami; tutt’altro: la buona amministrazione conosce bene i valori di trasparenza e tutela del cittadino incarnati dalle regole della burocrazia. Quel che si chiede, semmai, è che queste norme non si trasformino in moloch smisurati, rallentatori di riforme, muri insormontabili per l’agire politico. Il problema è l’eccesso di burocrazia, non l’esistenza di regole in sé.

Insomma: chi è stato chiamato a fare politica deve poterla attuare. Deve essere possibile cambiare ciò che non funziona, con immediatezza ed efficienza.

POTER CAMBIARE I DIRIGENTI APICALI

Gli strumenti sono a portata di mano. Lo snellimento delle regole, la digitalizzazione delle procedure, certo, ma basterebbe innanzi tutto permettere all’Amministrazione eletta di scegliersi i dirigenti apicali di ogni settore. In questo modo il patto tra eletto ed elettore potrebbe essere assolto attraverso il lavoro di squadra di un gruppo coeso, che comprende anche i dirigenti dei singoli uffici. È già possibile cambiare il segretario generale entro i primi sei mesi di mandato e sappiamo bene che la Giunta Manildo ha preferito non approfittare di questa opzione, con tutto il corredo di polemiche che ne sono derivate. La decisione nasce probabilmente da un fraintendimento palese: scegliersi i dirigenti non significa piazzare ai posti di comando uomini marchiati e di fiducia, ma persone capaci, fedeli al mandato elettorale, da selezionare in una logica di libero mercato, attingendo, se serve, anche e forse soprattutto dal settore privato.

Intanto, arriva una buona notizia sul fronte dello snellimento delle procedure: a Treviso c’è un nuovo strumento per SEMPLIFICARE la partecipazione diretta dei cittadini all’Amministrazione dei beni pubblici. Ve ne parleremo molto presto.

GIORGIO CAVAZZANO A PALAZZO GIACOMELLI: LA SINERGIA È UN TESORO

DIETRO ALLA MOSTRA DI MAGGIOR SUCCESSO DEL TCBF UN GRANDE LAVORO DI SQUADRA

cavazzano a palazzo giacomelli

Giorgio Cavazzano a Palazzo Giacomelli è stato sicuramente uno degli eventi di maggior richiamo del Treviso Comic Book Festival 2017. Il TCBF è una kermesse internazionale capace di attirare ogni anno a Treviso più di 30 mila visitatori da tutta Italia e non solo, e questa Amministrazione ne ha compreso tutto il potenziale, sostenendo sempre l’organizzazione. Ma nel 2017 si è sfiorato un piccolo incidente diplomatico, scongiurato grazie all’intervento del presidente Franco Rosi, che ancora una volta ha agito nel solco della proposta politica di Treviso Civica: creare sinergie per il bene comune.

Ma andiamo con ordine.

Quest’anno il TCBF ha invitato a Treviso Giorgio Cavazzano, forse la firma più nota e amata della Disney Italia, autore di capolavori indimenticabili come “Casablanca” e “La strada”. Il TCBF intende tributarlo esponendo le tavole originali di “Topo Maltese, la ballata del topo salato”, l’omaggio che Cavazzano ha disegnato per Topolino in occasione del mezzo secolo di Corto Maltese, il marinaio di Hugo Pratt.

L’eccezionalità del quadro richiede una cornice adeguata, e il TCBF chiede al presidente del consiglio comunale la disponibilità di Palazzo dei Trecento. Ma c’è un problema: la sala consiliare è da trent’anni la casa del Premio Letterario Giovanni Comisso, il prestigioso concorso che Unindustria Treviso organizza sempre tra settembre e ottobre. Un doveroso omaggio a una delle anime artistiche più alte del nostro territorio, che a distanza di 47 anni dalla scomparsa continua a nobilitare il nome della città in Italia e nel mondo.

La situazione rischia di diventare critica: due realtà preziose di Treviso, due nostre risorse sono a un passo dal muro contro muro. Chi corre il pericolo di trovarsi senza sala è proprio la mostra dedicata a Cavazzano. È un’impasse che deve risolvere la buona Politica. Il Presidente del Consiglio Comunale, il nostro Franco Rosi, applica allora il metodo Treviso Civica: convoca le parti e le invita a intavolare un dialogo, con l’obiettivo di individuare una strada comune, nell’interesse di tutti e soprattutto della città. Perché un fallimento dell’uno o dell’altro evento potrebbero condurre a un decadimento dell’entusiasmo di ciascuna di queste forze vitali, con una grave ricaduta sull’immagine e sull’indotto di tutta Treviso.

Al tavolo Ennio Bianco, presidente del Premio Giovanni Comisso e figura cruciale in Unindustria Treviso, gli organizzatori TCBF e il nostro Franco trovano così una soluzione intelligente, dialogando: è la testimonianza del rinnovato spirito che anima la città, di una Treviso dove le forze del territorio cooperano in sinergia per valorizzarsi a vicenda. La mostra di Cavazzano viene ospitata così da Palazzo Giacomelli: la splendida sede di Unindustria apre al popolo del fumetto, trovando un prezioso contatto con un pubblico che prima le poteva essere precluso. Il TCBF, da par suo, trova per il suo super-ospite un allestimento meraviglioso, che porta ad un successo mediatico, di pubblico e di critica con pochi precedenti.

Così si fa cultura, così si lavora per tutta la città!

TREVISO CIVICA RIPARTE

LA SCORSA SETTIMANA IMPORTANTE INCONTRO CON VECCHI E NUOVI CIVICI A SANT’ANTONINO

Treviso Civica insieme

Treviso Civica riparte! Non si è mai fermata, a dire il vero, ma dopo il periodo estivo era salutare incontrarsi tutti, trovare nuove energie… e riaccendere quelle vecchie!

Più di 30 cittadini si sono così riuniti lo scorso 12 settembre nella biblioteca di sant’Antonino, invitati da Treviso Civica per ragionare sul presente e sul futuro della città e su ciò che di buono, anche col nostro aiuto, è stato fatto nei 4 anni di amministrazione Manildo. Tante facce nuove, un contagioso entusiasmo e tanta nuova voglia di partecipazione.

Abbiamo riflettuto insieme sui molti traguardi raggiunti (avremo modo di parlarne abbondantemente nei prossimi giorni su questo sito), ma anche su quelli ancora in itinere e su quanto c’è ancora da fare nel prossimo futuro. Preziosissimi, in questo senso, gli interventi dei nuovi arrivati, che hanno offerto importanti riflessioni e critiche che non devono essere ignorate.

È innanzi tutto emerso come sia fondamentale (letteralmente: è il presupposto del nostro futuro!) superare la tradizionale dicotomia tra cittadini e amministratori, tra chi governa e chi è amministrato, ad esempio nella gestione dei beni pubblici, di immobili e spazi legati al bene comune. Ciò è oggi più semplice grazie all’adozione, da parte del Comune di Treviso come di altri 200 enti locali in Italia, del regolamento sulla collaborazione civica tra Comune e cittadini: è già possibile per i cittadini chiedere al Comune di prendersi cura di spazi e beni che il Comune, fino ad ora, amministrava in autonomia. C’è molto da fare e da sognare in questo ambito: il potenziale è elettrizzante.

Altri hanno parlato dell’importanza che Treviso potrà assumere nell’ambito della nuova manifattura, del lavoro condiviso, se l’amministrazione metterà in atto politiche intelligenti e visione d’insieme nel quadro del grande spazio agrourbano, che arriva molto al di là del tradizionale orizzonte di Venezia e Padova: sognare è d’obbligo, e Treviso può conquistare davvero un ruolo da protagonista nel campo. Anche lo sport, si è detto, rappresenta un volano di sviluppo economico e lavorativo enorme, e la città offre spazi e strutture che sarebbe un errore non sfruttare e ottimizzare: si pensi solo alle potenzialità del cicloturismo per un luogo che è crocevia di importanti direttrici per gli amanti delle due ruote. La tutela dell’ambiente, inoltre, rimane una vera e propria bandiera dell’agire di Treviso Civica, per la salute e il benessere del territorio, del singolo e della comunità: il Sile va valorizzato (e le nostre ardite imprese a Prato della Fiera vanno in questa direzione) e protetto ancor di più, e con esso il Parco della Storga. È tornato il grande tema dei “buchi neri”, ovvero dei tanti spazi inutilizzati che, dal centro storico ai quartieri, potrebbero aprirsi alla socialità e all’imprenditorialità, assumendo un ruolo chiave nello sviluppo economico di Treviso. Serve un grande progetto per tutti questi spazi.

E molte altre tematiche sono state toccate: dalla lotta all’omofobia all’applicazione di un più serio progetto ciclabile, dalla tutela del polo universitario alla necessità di un pensiero organico sulla cultura.

Detto ciò, pensiamo che Treviso abbia davvero delle risorse, dei tesori, delle miniere di energia positiva e trasformante che vanno scoperti e accompagnati dalla politica, che sarà nobile se si metterà al loro servizio: la Politica, quella con la maiuscola, non è una parola negativa, non è un freno per la cittadinanza, ma è l’espressione delle potenzialità di un territorio e un’attivatrice di relazioni.
Abbiamo un buon lavoro da fare e lo faremo. Con rinnovato entusiasmo.

Dario Brollo