I MIGRANTI A TREVISO: ACCOGLIERLI CONVIENE!

IL COMITATO “PRIMA I TREVIGIANI” SI DIMOSTRA MIOPE:

ACCOGLIERE I PROFUGHI E I MIGRANTI È NECESSARIO, GIUSTO E… CONVIENE!

I rifugiati sono una risorsa

Alle provocazioni senza futuro del Comitato “Prima i Trevigiani”, che ha disseminato la Marca in questi giorni di striscioni con la scritta “PRIMA I TREVIGIANI, VIA GLI IMMIGRATI”, Treviso Civica risponde, altrettanto provocatoriamente, “PRIMA I TREVIGIANI DI DOMANI”. Con lucido ragionamento, è ora di aprire tutti gli occhi su quella che è la realtà dei migranti a Treviso.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) dichiara che nel 2015 la popolazione mondiale che ha lasciato il proprio paese a causa di guerre, cambiamenti climatici, sistemi politici oppressivi, fame, carestie (è sufficiente?) sono 65 milioni in tutto il mondo. E il dato è in costante ascesa da anni.
Sempre l’UNHCR aggiunge che di queste persone, profughi e migranti forzati, circa 360.000 sono arrivati nell’area mediterranea e cercano di entrare in Europa. Il 58% proviene dalle 10 più pericolose zone di guerra del pianeta e il 27% sono bambini.
E nel 2016 i dati sono ancora più importanti. Il fenomeno non è reversibile.

Un’invasione che disorienta e a qualcuno fa paura: ci sono interi paesi, o quartieri o singole strutture che non ci sono più familiari come un tempo, resi quasi irriconoscibili dall”occupazione di quest’orda di sconosciuti. Tanta è la frustrazione nel vederli disimpegnati, mai coinvolti, isolati, talvolta nervosi o arrabbiati, a fronte di una spesa sociale che grava sulle spalle di tutti i cittadini. Eppure l‘Occidente deve farsi carico di questo fenomeno epocale, per giustizia ma anche perché gli conviene. Vi spieghiamo perché:

1. va riequilibrata la piramide demografica: siamo una società che sta invecchiando rapidamente, la popolazione attiva diminuisce e abbiamo bisogno di persone che lavorino, che vengano formate, che contribuiscano a pagare i servizi e le pensioni, che abitino le nostre case vuote;

2. abbiamo bisogno di persone che si prendano cura del nostro patrimonio naturale e culturale, che servano le nostre attività produttive e le nostre istituzioni. E che magari, in un prossimo futuro, creino a loro volta ricchezza e lavoro, con idee nuove per fare impresa.

Abbiamo bisogno di loro e, se non vorremo ospitarli per giustizia, tranquilli: lo dovremo fare per necessità. Queste persone non si fermeranno, non hanno nulla da perdere; ma noi abbiamo molto da guadagnare. Purché venga applicata la logica dell’accoglienza diffusa (cioè razionalmente distribuita tra i tutti Comuni d’Italia) per non dare luogo a ingestibili “parcheggi umanitari”.

Il comitato “Prima i Trevigiani” alimenta la diffidenza, l’esasperazione, l’intolleranza. Promette ciò che non può perseguire (“ora basta: fuori tutti!”), generando odio e desideri di rivalsa. Più responsabilmente, il Comune di Treviso ha scelto di includere e di gestire l’accoglienza in modo da garantire la sicurezza di tutti i suoi cittadini, anche di quelli che ora protestano: partendo dal seminario “Come costruire comunità accoglienti” del 7 settembre 2015, proposto al Sindaco da Treviso Civica, l’Amministazione ha intrapreso una politica lungimirante mettendo in atto il  progetto di accoglienza strutturata (SPRAR), primo tassello di una strategia più ampia che ha permesso l’impiego di profughi volontari in convenzione con cooperative e Contarina per la gestione del verde pubblico e della raccolta differenziata. L’integrazione e la formazione passano anche dal lavoro.

Treviso è sicuramente sulla strada giusta e Civica.

Dario Brollo

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