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ECCESSO DI BUROCRAZIA: UN FRENO PER L’AMMINISTRAZIONE DI UNA CITTÀ

GLI OSTACOLI DELLA BUROCRAZIA

Spesso si sente dire da più parti che la burocrazia è nemica delle imprese, dei cittadini e dello sviluppo economico. Non è tutto, aggiungiamo noi: un eccesso di burocrazia impedisce anche alle Amministrazioni pubbliche di svolgere pienamente il lavoro che deriva dal mandato elettorale.

In altre parole: una volta che i candidati eletti entrano nelle istituzioni, si possono trovare a dover affrontare una miriade di ostacoli che impediscono loro di governare.

Si badi bene: nessuno pensa qui ad un’Amministrazione anarchica e ribelle, ostaggio di un populismo umorale, sempre a caccia di autonomie farlocche buone per mezza giornata di proclami; tutt’altro: la buona amministrazione conosce bene i valori di trasparenza e tutela del cittadino incarnati dalle regole della burocrazia. Quel che si chiede, semmai, è che queste norme non si trasformino in moloch smisurati, rallentatori di riforme, muri insormontabili per l’agire politico. Il problema è l’eccesso di burocrazia, non l’esistenza di regole in sé.

Insomma: chi è stato chiamato a fare politica deve poterla attuare. Deve essere possibile cambiare ciò che non funziona, con immediatezza ed efficienza.

POTER CAMBIARE I DIRIGENTI APICALI

Gli strumenti sono a portata di mano. Lo snellimento delle regole, la digitalizzazione delle procedure, certo, ma basterebbe innanzi tutto permettere all’Amministrazione eletta di scegliersi i dirigenti apicali di ogni settore. In questo modo il patto tra eletto ed elettore potrebbe essere assolto attraverso il lavoro di squadra di un gruppo coeso, che comprende anche i dirigenti dei singoli uffici. È già possibile cambiare il segretario generale entro i primi sei mesi di mandato e sappiamo bene che la Giunta Manildo ha preferito non approfittare di questa opzione, con tutto il corredo di polemiche che ne sono derivate. La decisione nasce probabilmente da un fraintendimento palese: scegliersi i dirigenti non significa piazzare ai posti di comando uomini marchiati e di fiducia, ma persone capaci, fedeli al mandato elettorale, da selezionare in una logica di libero mercato, attingendo, se serve, anche e forse soprattutto dal settore privato.

Intanto, arriva una buona notizia sul fronte dello snellimento delle procedure: a Treviso c’è un nuovo strumento per SEMPLIFICARE la partecipazione diretta dei cittadini all’Amministrazione dei beni pubblici. Ve ne parleremo molto presto.

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