A volte aprire le finestre e guardare fuori può fare bene. Anche l’ Uruguay (3,3 milioni di abitanti , il 40% dei quali è di origine italiana) che qualcuno chiama “il paese invisibile” perchè sovrastato dai vicini Argentina e Brasile può dirci qualcosa.
Nel 1992 con un referundum, il 72% dei votanti ha bocciato le proposte che miravano alla privatizzazione delle imprese pubbliche. Nell’ottobre del 2004 hanno detto NO alla privatizzazione dell’acqua richiesta dal Fondo Monetario Internazionale e dalla banca Mondiale. A seguito di quel referendum l’art 47 della Costituzione dell’Uruguay è stato così integrato: “l’acqua è una risorsa naturale essenziale per la vita. L’accesso all’acqua potabile e l’accesso alla bonifica costituiscono diritti umani fondamentali”.
In Italia nell’agosto del 2008 il Parlamento ha approvato una legge che fissa al 31/12/2010 il termine entro il quale dovranno andare a gara tutte le concessioni per il servizio idrico. Già in Italia, ma noi a differenza degli sfaticati dell’Urugay siamo occupati a discuisire di veline, di ciarpame e di pàpi. Gli Uruguaiani non sanno cosa perdono.
Buone elezioni europee a tutti.





5 giugno 2009
Tag: