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ECCESSO DI BUROCRAZIA: UN FRENO PER L’AMMINISTRAZIONE DI UNA CITTÀ

GLI OSTACOLI DELLA BUROCRAZIA

Spesso si sente dire da più parti che la burocrazia è nemica delle imprese, dei cittadini e dello sviluppo economico. Non è tutto, aggiungiamo noi: un eccesso di burocrazia impedisce anche alle Amministrazioni pubbliche di svolgere pienamente il lavoro che deriva dal mandato elettorale.

In altre parole: una volta che i candidati eletti entrano nelle istituzioni, si possono trovare a dover affrontare una miriade di ostacoli che impediscono loro di governare.

Si badi bene: nessuno pensa qui ad un’Amministrazione anarchica e ribelle, ostaggio di un populismo umorale, sempre a caccia di autonomie farlocche buone per mezza giornata di proclami; tutt’altro: la buona amministrazione conosce bene i valori di trasparenza e tutela del cittadino incarnati dalle regole della burocrazia. Quel che si chiede, semmai, è che queste norme non si trasformino in moloch smisurati, rallentatori di riforme, muri insormontabili per l’agire politico. Il problema è l’eccesso di burocrazia, non l’esistenza di regole in sé.

Insomma: chi è stato chiamato a fare politica deve poterla attuare. Deve essere possibile cambiare ciò che non funziona, con immediatezza ed efficienza.

POTER CAMBIARE I DIRIGENTI APICALI

Gli strumenti sono a portata di mano. Lo snellimento delle regole, la digitalizzazione delle procedure, certo, ma basterebbe innanzi tutto permettere all’Amministrazione eletta di scegliersi i dirigenti apicali di ogni settore. In questo modo il patto tra eletto ed elettore potrebbe essere assolto attraverso il lavoro di squadra di un gruppo coeso, che comprende anche i dirigenti dei singoli uffici. È già possibile cambiare il segretario generale entro i primi sei mesi di mandato e sappiamo bene che la Giunta Manildo ha preferito non approfittare di questa opzione, con tutto il corredo di polemiche che ne sono derivate. La decisione nasce probabilmente da un fraintendimento palese: scegliersi i dirigenti non significa piazzare ai posti di comando uomini marchiati e di fiducia, ma persone capaci, fedeli al mandato elettorale, da selezionare in una logica di libero mercato, attingendo, se serve, anche e forse soprattutto dal settore privato.

Intanto, arriva una buona notizia sul fronte dello snellimento delle procedure: a Treviso c’è un nuovo strumento per SEMPLIFICARE la partecipazione diretta dei cittadini all’Amministrazione dei beni pubblici. Ve ne parleremo molto presto.

TREVISO È UNA CITTÀ BELLISSIMA

LA LETTERA AI TREVIGIANI DI FRANCO ROSI,

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TREVISO

Franco Rosi e Giovanni Manildo

Care Trevigiane, Cari Trevigiani,

Treviso è una città bellissima che, anche grazie a tutti voi, mantiene caratteristiche uniche in Italia. Molte persone che arrivano come turisti ce la invidiano e se ne innamorano.

La scarsità di finanze pubbliche colpisce però anche la nostra Amministrazione. Ciò nonostante stiamo spendendo i soldi con grande attenzione.
A mio avviso a livello locale gli amministratori devono riuscire a superare le logiche di partito, lasciando le polemiche ed approcciando i temi con la voglia di costruire, con l’attenzione maggiore a ciò che unisce più che a ciò che divide.

Bisogna collaborare con il territorio che deve avere un rapporto continuo con gli amministratori. Ci siamo impegnati per mantenere i nostri tesori: verde ed acque, ma ci dobbiamo impegnare di più nel risolvere il tema delle fognature.

Siamo intervenuti in Via Sarpi per ridurre gli allagamenti ed ora dobbiamo completare l’opera nelle altre zone della Città. Abbiamo cominciato a rivedere l’illuminazione pubblica, significa anche maggiore sicurezza, sicurezza che dobbiamo garantire anche nelle strade.
I figli e le loro scuole, l’aiuto a chi è portatore di handicap o che vive situazioni di debolezza e tutti i nostri anziani, che per anni hanno lavorato, devono essere al centro delle nostre attenzioni.
Dobbiamo riconsegnare ai nostri figli una Treviso migliore di quella che hanno lasciato i nostri genitori.
Impegniamoci tutti insieme.

Lettera di Franco Rosi pubblicata sul primo numero del giornalino W Treviso – Luglio 2017. Franco Rosi è stato eletto in Consiglio Comunale nel 2013 ed appartiene al gruppo consiliare Treviso Civica.
E’ stato eletto Presidente del Consiglio Comunale nella prima seduta, raccogliendo il consenso di maggioranza e di minoranza.

5 PER MILLE AL COMUNE DI TREVISO: CHE FINE FANNO I VOSTRI SOLDI?

5 PER MILLE AL COMUNE DI TREVISO:

COME L’AMMINISTRAZIONE INVESTE IL DENARO DEI CONTRIBUENTI

Istituto Coletti

Uscita alunni dall’istituto Coletti ©Paolo Balanza

Ogni anno, vi viene chiesto di devolvere il vostro 5 per mille Irpef a enti impegnati per scopi sociali. Ogni anno, qualcuno di voi sceglie di devolvere il suo 5 per mille al Comune di Treviso.

Quanto riesce a raccogliere il Comune di Treviso con queste elargizioni?

Da quanto risulta dal sito dell’Agenzia delle Entrate, al Comune di Treviso sono spettati in questo 2017 poco più di 36 mila euro, quale quota versata nel 2015 da 813 contribuenti trevigiani (anno d’imposta 2014, quindi). Tale somma è stata versata nelle casse comunali lo scorso 31 maggio, interamente destinata ai servizi sociali.

Come vengono spesi i vostri soldi?

È intenzione dell’Amministrazione destinare una gran fetta di questi fondi verrà destinata all’Istituto Comprensivo Coletti, per proseguire il percorso di “promozione del benessere relazionale e per attività educative di supporto”. Le Coletti sono un istituto cruciale, che serve un quartiere molto particolare come San Liberale. È notizia della scorsa primavera che per la prima volta le Coletti hanno deciso di applicare la legge dei vasi comunicanti, dirottando la propria prima media alla succursale Bianchetti a Santa Bona.

Motivo? Pochi studenti pre-iscritti, per il 70% stranieri. E, ormai l’abbiamo imparato, integrazione fa rima con distribuzione, altrimenti si rischiano isolamento, ghettizzazione, gravi rallentamenti dell’attività didattica. La popolazione che abita Treviso Ovest è sempre più eterogenea, e le scuole che formano la società trevigiana di domani hanno bisogno di progetti intelligenti e mirati, che necessitano di fondi.

Per le altre destinazioni, il Comune è in attesa di ricevere da altri enti e associazioni conferme di attivazione di vari progetti di natura sociale: in passato sono stati finanziati doposcuola, mense di solidarietà, fondi di sostentamento al minimo vitale, sono stati elargiti contributi a singoli progetti di associazioni no-profit e parrocchie.

Il vostro 5 per mille (che, è bene ricordarlo, è un contributo obbligatorio) non viene disperso, dunque: è servito e serve ad aiutare chi ne ha bisogno. Tutto nella massima trasparenza. Se qualcuno è in ritardo con la dichiarazione dei redditi di quest’anno… ci faccia un pensierino!