Sossio Vitale, consigliere comunale della nostra lista è stato oggetto di una intimidazione da parte del sindaco (con la s minuscola). La solidarietà di Città Mia e di tutti i cittadini che hanno a cuore la democrazia ed il bene comune va a Sossio ma, più ancora alla Città di Treviso che vede ancora una volta i suoi amministratori impegnati a denunciare, fare esposti, proporre azioni legali anzichè pensare a dare soluzioni ai problemi della città e dei cittadini trevigiani. E’ molto grave l’azione di un sindaco che intimidisce, pretestuosamente, un consigliere comunale ma è più grave ancora considerare che tale gesto va in scia con tutti quelli che da anni dove governano vanno compiendo, facendo strame delle leggi, delle regole, delle istituzioni.
Un pensiero al sindaco ed ai suoi sodali: non è con le intimidazioni che si spengono la volontà, la passione, le competenze e le capacità di Città Mia.
Si terrà giovedì 23 luglio con inizio alle ore 21.00 presso la sala riunioni dell’Agenzia Assicurazioni Generali (g.c.) in Piazza Indipendenza 1 a Treviso. Saranno esaminate le iniziative in corso e quelle programmate per i prossimi mesi.
La partecipazione è aperta a tutti coloro che sono interessati.
Riportiamo un breve paragrafo dell’enciclica del Papa “Caritas in Veritate” pubblicata oggi:
“Bisogna poi tenere in grande considerazione il bene comune. Amare qualcuno è volere il suo bene e adoperarsi efficacemente per esso. Accanto al bene individuale, c’è un bene legato al vivere sociale delle persone: il bene comune. E’ il bene di quel “noi-tutti”, formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale. Non è un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunità sociale e che solo in essa possono realmente e più efficacemente conseguire il loro bene. Volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e di carità. Impegnarsi per il bene comune è prendersi cura, da una parte, e avvalersi, dall’altra, di quel complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale, che in tal modo prende forma di polis, di città. Si ama tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni. Ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d’incidenza nella polis. E’ questa la via istituzionale - possiamo anche dire politica- della carità, non meno qualificata ed incisiva di quanto lo sia la carità che incontra il prossimo direttamente, fuori dalle mediazioni istituzionali della polis. Quando la carità lo anima, l’impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell’impegno soltanto secolare e politico…” (Benedetto 16° - Caritas in Veritate -7-).