Gestione patrimonio immobiliare Treviso

Treviso prima in Italia per la gestione del patrimonio immobiliare

Giovedi 8 febbraio sulla stampa nazionale è apparsa la notizia che la città di Treviso è al primo posto della classifica dei comuni più virtuosi nella gestione del patrimonio pubblico.

La classifica evidenzia che, attraverso una gestione attenta del patrimonio immobiliare comunale, ogni cittadino trevigiano “guadagna” circa 40 euro, somma derivante dagli affitti dei nostri palazzi, uffici ed appartamenti.

La notizia positiva, come spesso accade, non è stata ripresa dalla stampa locale e quindi vale la pena riproporla per sviluppare un ragionamento sulla corretta gestione che un’amministrazione pubblica deve fare dei propri beni.

Il primato nazionale, infatti, non è frutto del caso o della buona sorte, ma è il risultato del lavoro attento svolto sia dalla parte politica, che detta gli indirizzi, sia della parte amministrativa degli uffici comunali che danno esecuzione ai predetti indirizzi.

Da giugno del 2013 l’amministrazione Manildo ha messo in campo una serie di iniziative volte al recupero di immobili dismessi ed abbandonati, provvedendo ad effettuare manifestazioni di interesse pubblico, assegnazioni e quanto altro necessario per allocare beni immobili, ottenendo così un doppio risultato: da una parte dare una risposta alle richieste di spazi da parte di cittadini ed associazioni per lo svolgimento di attività con finalità sociali; dall’altra mettere a reddito i predetti immobili, liberando risorse economiche che non utilizzate per il mantenimento del patrimonio immobiliare, sono state impiegate per soddisfare altri bisogni sociali.

Il primato in classifica premia, dunque, la capacità organizzativa e gestionale di un’amministrazione che già nel primo mandato ha dimostrato che un’oculata gestione del patrimonio pubblico è possibile e realizzabile.

cloud carta dei valori treviso civica

FIRMA LA CARTA DEI VALORI DI TREVISO CIVICA!

A Treviso c’è una realtà politica e civica che ha deciso di scrivere in modo collettivo una Carta dei Valori per mettere nero su bianco i principi che la muovono.
Questa forza politica si chiama Treviso Civica, è in coalizione con il Sindaco Manildo da 5 anni e si ripresenterà a sostegno della sua candidatura a maggio 2018.

Però, prima di ricominciare la corsa elettorale, non avendo mai smesso di incontrare i cittadini con gruppi di lavoro e confronti in varie parti della città, vogliamo raccontare per quale motivo intendiamo continuare ad essere un punto di riferimento in città.

Da settembre 2017 abbiamo perciò accompagnato i periodici incontri aperti ai cittadini con la scrittura collettiva della Carta dei Valori di Treviso Civica. Questa fase di redazione partecipata si è conclusa nel dicembre scorso, e il 29 gennaio 2018 il documento è stato firmato da 24 cittadini.

Per Treviso Civica è primario chiamare i cittadini ad esercitare il diritto della partecipazione alla vita politica trevigiana: è ciò che rende una città una vera comunità.

È inoltre fondamentale affermare con forza e gentilezza la differenza sostanziale tra noi ed altre liste: questa differenza risiede nel metodo di lavoro, per Treviso Civica le cose si fanno insieme, il dialogo e la nonviolenza sono parti integranti del procedere comune, rifiutiamo il conflitto fine a se stesso o per affermare privati interessi e visioni personalistiche.

Per Treviso Civica sono fondamentali – e ne andiamo orgogliosi – il progetto di Europa come casa comune, l’affermazione dei diritti civili, la difesa dei deboli e il riconoscimento di interlocutori nei singoli, nelle famiglie, nella comunità e nell’ambiente naturale, tutti allo stesso livello.

Le responsabilità primarie per cui ci impegniamo sono: dare sempre più piena attuazione al dovere inderogabile di solidarietà, il lavoro – in particolare per i giovani – la salvaguardia e tutela dell’ambiente e del paesaggio, la cultura.

Sono parole dense di significato e foriere di un programma di grande ambizione ed impegno che Treviso Civica porterà avanti e presenterà al Sindaco Manildo per i prossimi 5 anni di governo.

I primi firmatari della Carta dei Valori di Treviso Civica sono stati: Dario Brollo, Sossio Vitale, Daniela Zanussi, Franco Rosi, Maria Buoso, Carlotta Bazza, Sergio Costanzo Boschieri, Lorenzo Sordi, Ivana Prior, Francesco Sardo Infirri, Daniela Chinaglia, Andrea Galletti, Giacomo Masucci, Silvia Merli, Andrera Bozzato, Alberto Tuzzi, Luciano Rigoletto, Veronica Tornielli, Corrado Denaro, Paolo Papparotto, Andrea Mencattini, Enrico Corradini, Marco Bettiol, Alessandra Dotto.

Puoi firmarla anche tu: invia una mail a [email protected] o compila il form di registrazione alla nostra newsletter che trovi sulla colonna destra di questo sito. Dichiara la tua adesione alla Carta dei Valori di Treviso Civica: il tuo nome andrà ad allungare la lista dei cittadini e delle cittadine di buona volontà.

regolamento del verde

PROMESSA MANTENUTA: ARRIVA IL REGOLAMENTO DEL VERDE

Lo scorso 24 gennaio il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento del Verde. Non chiamiamolo nuovo, perché a Treviso non è mai esistito e solo oggi, sotto la proposta e la spinta propulsiva di Treviso Civicaun grazie enorme a Daniele Vaccari! – è stato raggiunto un obiettivo irrinunciabile per una Treviso a misura d’uomo e rispettosa dell’ambiente.

Si tratta di una “carta dei diritti del verde” con la quale il Comune e i cittadini potranno tutelare anche in futuro parchi, alberi e giardini, sia pubblici che privati. Treviso Civica ha promosso questa normativa fin dalla campagna elettorale del 2013, perciò oggi siamo felici ed orgogliosi di aver mantenuto un’altra promessa fatta a chi aveva puntato su di noi.

TREVISO CITTÀ TRA LE ACQUE….ED IL VERDE

Un connubio forte, di grande visibilità e di impatto turistico.

Provate a chiedere a chi scopre Treviso per la prima volta di descriverla con gli occhi chiusi: parlerà dei nostri fiumi, delle nostre passeggiate nella natura, della nostra ricchezza paesaggistica. Ecco, il Regolamento del Verde è costituito di alcune regole semplici e di buonsenso, pensate per garantire anche alla Treviso che verrà il ricco e bellissimo patrimonio storico-ambientale di cui oggi gode.

Si gettano, soprattutto, le basi per un pensare nuovo, per una sensibilità ambientale che ha sempre caratterizzato il nostro territorio e che, purtroppo, anni di amministrazione leghista avevano fatto dimenticare.

Tecnicamente, con questo documento sono state finalmente regolamentate le nuove piantumazioni, l’abbattimento di fusti malati, le potature, ci sono norme per riconoscere e salvaguardare le piante monumentali, le siepi campestri e le macchie arbustive, e vengono dettati provvedimenti atti ad evitare che pericolosi parassiti creino danni irreparabili al verde cittadino. Infine, c’è da oggi un processo univoco e chiaro per progettare nuove aree verdi pubbliche e gli orti urbani.

LE SOLITE POLEMICHE

Purtroppo la votazione sul Regolamento del Verde è arrivata a ridosso della prossima campagna elettorale, con l’effetto di trasformare il Consiglio Comunale in un’imperdibile opportunità per mettersi in mostra alzando la voce: vecchi e nuovi avversari hanno ostacolato il provvedimento definendolo “un regolamento vessatorio per i cittadini”.

Ma l’humus di questo provvedimento non sono i divieti o le sanzioni, come alcuni vorrebbero far credere, ma l’amore per il territorio, un’affettività per l’ambiente in cui viviamo oggi e che abbiamo l’obbligo di lasciare migliore ai nostri figli.

Se lette con attenzione, le norme sono chiare e per nulla vessatorie: solo le piante di particolare pregio e con caratteristiche ben descritte sono oggetto di tutela e vincoli, senza però violare alcuno dei diritti essenziali dei cittadini.

Chi afferma il contrario non è in buona fede, oppure sta mascherando i motivi per cui, quando ha amministrato Treviso prima di noi, non ha mai pensato ad un provvedimento salvifico per l’ambiente e i cittadini come il Regolamento del Verde.

BUROCRATI A CHI?

Tra i più agguerriti oppositori del Regolamento del Verde c’era il consigliere Acampora di Fratelli d’Italia. “Parlano tanto contro la burocrazia ma poi creano un testo iper burocratico. Anche per tagliare un semplice ramo secco da domani servirà la consulenza di un professionista abilitato” tuonava dai suoi comunicati stampa.

Peccato che l’articolo 17 del Regolamento del Verde preveda che la redazione di relazioni tecniche e piani di manutenzione spetti esclusivamente al Comune, quando intende progettare nuove aree verdi pubbliche.

È stato piuttosto il consigliere Gnocchi a proporre in Consiglio Comunale l’estensione di quest’obbligo a tutti i privati, imponendo anche al privato cittadino tutte le onerose scartoffie amministrative.

E qui arriva il bello.

A votare la proposta del consigliere Gnocchi sono stati proprio Acampora e i consiglieri della Lega, smentendosi e contraddicendosi pur di affossare il Regolamento progettato dagli acerrimi nemici dell’Amministrazione Pubblica. Per fortuna dei cittadini, la proposta è stata respinta.

LEGAMBIENTE È CON NOI

A conferma che il Regolamento del Verde sia un ottimo testo, sono arrivate le parole di Legambiente, che lo ha definito

“un atto concreto in direzione del miglioramento della qualità del vivere e della salvaguardia dell’ecosistema urbano della città, anche individuando la possibilità e modalità di gestione pubblica del verde e istituendo gli orti urbani”.

Legambiente sottolinea anche come il documento sia ancora perfettibile, ma come getti effettivamente le basi per una cultura nuova, per un futuro di vivibilità e di bellezza a Treviso.
In questo modo, verde pubblico e privato verranno armonizzati al raggiungimento di obiettivi importanti: migliorare l’ambiente, la qualità dell’aria che respiriamo, rendere armoniosa e ancor più bella la nostra città, affinché sia una Treviso….Civica.