TREVISO CIVICA RIPARTE

LA SCORSA SETTIMANA IMPORTANTE INCONTRO CON VECCHI E NUOVI CIVICI A SANT’ANTONINO

Treviso Civica insieme

Treviso Civica riparte! Non si è mai fermata, a dire il vero, ma dopo il periodo estivo era salutare incontrarsi tutti, trovare nuove energie… e riaccendere quelle vecchie!

Più di 30 cittadini si sono così riuniti lo scorso 12 settembre nella biblioteca di sant’Antonino, invitati da Treviso Civica per ragionare sul presente e sul futuro della città e su ciò che di buono, anche col nostro aiuto, è stato fatto nei 4 anni di amministrazione Manildo. Tante facce nuove, un contagioso entusiasmo e tanta nuova voglia di partecipazione.

Abbiamo riflettuto insieme sui molti traguardi raggiunti (avremo modo di parlarne abbondantemente nei prossimi giorni su questo sito), ma anche su quelli ancora in itinere e su quanto c’è ancora da fare nel prossimo futuro. Preziosissimi, in questo senso, gli interventi dei nuovi arrivati, che hanno offerto importanti riflessioni e critiche che non devono essere ignorate.

È innanzi tutto emerso come sia fondamentale (letteralmente: è il presupposto del nostro futuro!) superare la tradizionale dicotomia tra cittadini e amministratori, tra chi governa e chi è amministrato, ad esempio nella gestione dei beni pubblici, di immobili e spazi legati al bene comune. Ciò è oggi più semplice grazie all’adozione, da parte del Comune di Treviso come di altri 200 enti locali in Italia, del regolamento sulla collaborazione civica tra Comune e cittadini: è già possibile per i cittadini chiedere al Comune di prendersi cura di spazi e beni che il Comune, fino ad ora, amministrava in autonomia. C’è molto da fare e da sognare in questo ambito: il potenziale è elettrizzante.

Altri hanno parlato dell’importanza che Treviso potrà assumere nell’ambito della nuova manifattura, del lavoro condiviso, se l’amministrazione metterà in atto politiche intelligenti e visione d’insieme nel quadro del grande spazio agrourbano, che arriva molto al di là del tradizionale orizzonte di Venezia e Padova: sognare è d’obbligo, e Treviso può conquistare davvero un ruolo da protagonista nel campo. Anche lo sport, si è detto, rappresenta un volano di sviluppo economico e lavorativo enorme, e la città offre spazi e strutture che sarebbe un errore non sfruttare e ottimizzare: si pensi solo alle potenzialità del cicloturismo per un luogo che è crocevia di importanti direttrici per gli amanti delle due ruote. La tutela dell’ambiente, inoltre, rimane una vera e propria bandiera dell’agire di Treviso Civica, per la salute e il benessere del territorio, del singolo e della comunità: il Sile va valorizzato (e le nostre ardite imprese a Prato della Fiera vanno in questa direzione) e protetto ancor di più, e con esso il Parco della Storga. È tornato il grande tema dei “buchi neri”, ovvero dei tanti spazi inutilizzati che, dal centro storico ai quartieri, potrebbero aprirsi alla socialità e all’imprenditorialità, assumendo un ruolo chiave nello sviluppo economico di Treviso. Serve un grande progetto per tutti questi spazi.

E molte altre tematiche sono state toccate: dalla lotta all’omofobia all’applicazione di un più serio progetto ciclabile, dalla tutela del polo universitario alla necessità di un pensiero organico sulla cultura.

Detto ciò, pensiamo che Treviso abbia davvero delle risorse, dei tesori, delle miniere di energia positiva e trasformante che vanno scoperti e accompagnati dalla politica, che sarà nobile se si metterà al loro servizio: la Politica, quella con la maiuscola, non è una parola negativa, non è un freno per la cittadinanza, ma è l’espressione delle potenzialità di un territorio e un’attivatrice di relazioni.
Abbiamo un buon lavoro da fare e lo faremo. Con rinnovato entusiasmo.

Dario Brollo

Il metodo Montessori a Treviso

DAL 13 SETTEMBRE LA PRIMA SEZIONE MONTESSORIANA ALLA SCUOLA PRIMARIA BINDONI DI TREVISO

maria montessori

Il Metodo Montessori a Treviso, finalmente, a più di un secolo di distanza dalla sua prima sperimentazione. Il 13 settembre partirà alla Scuola Primaria Bindoni la prima sezione interamente “montessoriana” del nostro territorio comunale. E l’iniziativa, udite udite, arriva ancora una volta dal basso, per iniziativa di genitori e associazioni.

Abbiamo intervistato Ketty Lorenzet, promotrice dell’importante novità didattica:

Ciao Ketty. Come è nato il progetto Montessori a Treviso?

La proposta di portare a Treviso una scuola a metodo Montessori è nata due anni fa dalla volontà di Carolina Albretti e della sottoscritta: eravamo due mamme fiduciose di poter promuovere l’istituzione di sezioni/classi Montessori nella scuola pubblica, alla luce della convenzione tra MIUR e Opera Nazionale Montessori del 2013 (e poi rinnovata nel 2016).
Carolina Albretti, psicologa e psicoterapeuta, era stata Direttrice della Scuola Montessori di Via Milazzo a Milano, quindi formatrice dell’Opera Nazionale Montessori nei corsi ai futuri insegnanti: per noi è diventata il punto di riferimento sulla psicologia dello sviluppo del bambino secondo il metodo Montessori. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Madamadorè onlus Carolina ed io abbiamo organizzato degli incontri per illustrare gli aspetti fondanti il pensiero e l’opera di Maria Montessori, ed abbiamo attivato una raccolta firme per attestare l’esistenza di un interesse verso questo metodo tra i genitori residenti nel Comune di Treviso e nei Comuni limitrofi, che avrebbero iscritto i propri figli alla scuola primaria negli anni seguenti.

Perché il metodo Montessori oggi è più attuale che mai? Perché Treviso ha bisogno di questa offerta educativa?

Alla base del progetto educativo Montessori c’è una grande fiducia nel bambino in tutte le sue fasce di età, la libertà di conoscere e di scoprire, la cura dell’ambiente e dei materiali che gli vengono offerti per alimentare il suo desiderio di sapere e di apprendere in autonomia, costituendo la sua più grande conquista. Negli ultimi anni gli studi delle neuroscienze hanno confermato ciò che Maria Montessori aveva affermato 100 anni fa, sul cervello del bambino e le sue modalità di sviluppo, le connessioni sinaptiche, la mente assorbente. Oggi le ricerche, gli approfondimenti scientifici e le pubblicazioni sul metodo sono più attivi che mai.

La manualità offerta al bambino attraverso i materiali di sviluppo è affascinante, gli esercizi sensoriali e l’attenzione alla manualità fine mi hanno conquistata e dato conferma che fosse, sul lato pedagogico e metodologico, un’offerta di alto livello che in una scuola pubblica permetterebbe a quante più persone possibili di avvicinarsi ad una realtà eccellente ma poco rappresentata. Per questo mi sono dedicata ad instaurare una serie di contatti con l’Opera Nazionale Montessori e gli Enti formatori, alla ricerca di personale docente già formato (riscontrando una carenza di insegnanti nel nostro territorio), promuovendo la realizzazione a Treviso di un corso di formazione “di differenziazione didattica Montessori per insegnanti di scuola primaria” che si sta svolgendo presso l’Istituto Comprensivo 1 Martini.

Chi si è dimostrato interessato al progetto? Come sono andate le iscrizioni?

Abbiamo incontrato la volontà del Dirigente Scolastico dell’IC1 Martini Prof.ssa Milena Valbonesi e l’interesse ad istituire una scuola a metodo Montessori presso la Scuola primaria Bindoni, quindi attivato una collaborazione volontaria per presentare la proposta ad un gruppo di rappresentanti del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituto, successivamente sviluppata negli aspetti burocratici con l’Opera Nazionale Montessori per valutarne la fattibilità, quindi incontrando la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Dott.ssa Barbara Sardella nonché l’Assessore alla Formazione scolastica del Comune di Treviso Dott.ssa Anna Caterina Cabino. Abbiamo partecipato all’Open day della Scuola primaria Bindoni presentando le peculiarità della differenziazione didattica Montessori e l’istituzione di una nuova sezione a metodo ha raccolto la fiducia di numerosi genitori, tanto che 28 famiglie hanno deciso di iscrivere i loro bambini alla nuova classe prima (che sarebbe stato un peccato non poter attivare visto che i bambini residenti in zona erano meno di 10, quindi non sufficienti a formare una classe).

Le iscrizioni sono andate bene ed abbiamo 26 bambini iscritti alla nuova classe prima, constatando che tale domanda rappresenta una esigenza “concreta” di offrire una didattica diversa, una scuola diversa, una attenzione diversa al bambino ed ai suoi tempi di apprendimento e di crescita. Auspichiamo che questo continui anche per i prossimi anni.

Chi saranno i docenti? Come sono stati formati?

Il docente sarà presentato ai genitori degli alunni iscritti alla futura classe prima nel corso di un futuro incontro con la Dirigente dell’IC1 Martini Prof.ssa Valbonesi; è stato formato dall’Opera Nazionale Montessori perché è condizione obbligatoria essere in possesso del titolo di differenziazione didattica Montessori per la scuola primaria.

Come vede questo progetto nel prossimo futuro?

Il progetto iniziato due anni fa si è ulteriormente sviluppato ed ha portato alla costituzione dell’Associazione Montessori Treviso, che si è costituita per sostenere e promuovere il metodo Montessori e la sua applicazione nel nostro territorio, finalizzata ad aprire sezioni a metodo Montessori nelle scuole dell’infanzia e scuole primarie pubbliche. L’Associazione si impegna a programmare e realizzare attività conformi ai fini statutari e alle “linee programmatiche” dall’Opera Nazionale Montessori; a promuovere e organizzare attività di studio, di ricerca, di divulgazione e formazione (conferenze, incontri di studio, convegni, seminari, laboratori, premi, mostre, percorsi formativi) al fine di sensibilizzare genitori, educatori, insegnanti, dirigenti scolastici, ed il pubblico in generale sul metodo Montessori e creare un confronto costruttivo tra diversi metodi educativi, per rispondere adeguatamente ai bisogni attuali ed emergenti. Sarà presentata al pubblico con un convegno che si terrà a Treviso il 4 novembre prossimo e per informazioni è possibile scrivere al seguente indirizzo email: [email protected]

FESTA ALLA PIOLA A FAVORE DELL’AISM

LA FESTA DI ENRICO CORRADINI ALLA PIOLA

PER PARLARE DI SCLEROSI MULTIPLA

Festa PIOLA pro AISM

la locandina dell’evento

Sabato 2 settembre, a partire dalle ore 18:00, si celebrerà una grande festa alla Piola a favore dell’Aism.  La festa è organizzata per festeggiare il 45° compleanno del poliedrico artista Enrico Corradini, attore, musicista e illustratore veneziano, e si chiamerà 45 Old Boy Birthday Party.

Treviso Civica è sempre felice di promuovere e sostenere le iniziative dell’Aism: in questi anni ci siamo sempre attivati per essere al fianco ed aiutare chi ne ha bisogno, organizzando o sostenendo eventi a vario titolo. Alla Piola saranno presenti i volontari dell’Aism, con in prima fila il “nostro” Sergio Costanzo Boschieri, per informare gli avventori sulle azioni di contrasto alla malattia messe in campo dall’associazione.

Abbiamo intervistato Enrico Corradini, per farci raccontare come sarà la sua festa.

Ciao Enrico… e auguri! Innanzi tutto: come mai la tua festa di compleanno a favore dell’Aism?

Grazie degli auguri! E’ il terzo anno che festeggio in questo modo il mio compleanno: tra amici artisti e artisti amici, tra tanti talenti, per ricordare mio padre che morì così giovane di sclerosi multipla, e per rendersi utili anche in una giornata di festa. Sono una persona fortunata (molti di noi lo sono!) e fa sempre piacere dare una mano a chi questa fortuna non l’ha avuta.

Perché proprio alla Piola?

Sono veneziano, e gli anni precedenti ho sempre festeggiato a Venezia. Ma per ragioni di lavoro e di cuore mi sono trasferito da qualche tempo a Treviso, che mi ha accolto con entusiasmante affetto. Alla Piola mi sento in famiglia, mi lega un rapporto di sincera amicizia con Dante. L’anno scorso, nei giorni del Tcbf, Piola ha ospitato una mia mostra off, che è andata molto bene. Si sono dimostrati molto sensibili sul tema della sclerosi multipla, siamo subito entrati in simbiosi e organizzare una festa con questi presupposti è un grande piacere.

Cosa prevede il menù della serata?

Si comincia alle 19:00 con un classico dj set. A seguire, il palco all’interno della Piola diventerà un open space aperto all’improvvisazione: musica dal vivo, cabaret, letture, e molte sorprese. Si inizierà con il jazz & soul di Franca Pullia e Max Bustreo, poi Carlo Canova (sceso appositamente da Amsterdam) mi affiancherà per suonare un po’ di sano rock. Ma la jam session sarà continua, anche la direttrice dei Musei di Bassano Chiara Casarin avrà qualcosa da dirci… ma non voglio rivelare troppo.

Chi sono gli invitati?

Ma tutti ovviamente! Non sono previsti costi di entrata, e l’offerta non è obbligatoria. Ovviamente, se gli avventori della Piola dopo cena vorranno contribuire in qualche modo, molti ragazzi saranno loro grati!